BIBLIOTECA. DEGLI ABBUZZI
97
del re di Uagaria , e tutti gli altri avvenimenti, che si suc-cederono fino all'anno i362 , in cui il Boezio terminò la sua cronaca. Questo poema è composto di i»54 strofe.
a. Di Antonio di Bobtio volgarmente Antonio di Boccio di S. Vittorino Aquilano delle cose dell' Aquila , e della Venuta del Re Cario di Durazzo al Regno dal 1363 air anno i38a. Poemi due scritti da lui in lingua volgar-materna; si danno ora la prima volta in luce dal JMSto Codice originale serbato nella Biblioteca de PP. Francescani dell' Osservanza , di S. Bernardino della stessa Città. Con annotazioni, e giunte di Antonio An-
ti nomi.
Dalla pag. 707-818 del menzionato voi. 6 della Raccolta del Muratori.
11 primo poema è formato di 961 strofe e contiene il racconto di quanto avvenne in Aquila e nel reame di Napoli dall'anno 1363 al 23 settembre i38i. Perciò egli incomincia il raccónto della sua storia colla pesle che afflisse gli Abruzzi ed il reame nel i363, e termioa il poema con lo scisma fomentato da Giovanoa prima regina di Napoli, e con ì maneggi di Carlo di Durazzo per impadronirsi del regno, il 2° poema poi è diviso in cinque canti , de'quali il è di 36 strofe, il 20 di 26, il 3° di 22, il 4° di 34 ed il 5° ed ultimo di 17. In esso il poeta canta la venuta di Carlo di Durazzo in regno ed il modo come se ne rese padroue imprigionando Giovanna 1* ed i suoi seguaci. É il Boezio uno scrittore rozzo, ma assai imparziale e sincero.
3. Cronaca di Niccolò di Borbona delle cose AelC A-qui la , dell' anno i363 air anno t4%4- Si mette per la prima volta in pubblico da un Esemplare MS., già della Biblioteca di Gio. Matteo Brancadoro , con annotazioni, e giunte di Antonio Antinori.
Questa Cronaca fa di continuazione a quella di Buccio Ra-nallo ; essa e scritta anche in dialetto aquilano, ma in prosa. Coli'anno 1363 l'autore dà cominciamento alla sua storia narrando la fiera peste che ammazzò circa 1 ornila persone nella città di Aquila e suo contado. E dopo aver registrato quanto di notevole avvenne nella città di Àquila e nel reame da quell'anno fino al i4z4 * mette termine al suo lavoro col dì 10 del mese di novembre 1424 > ,n cui Antonio Colonna vi* cerò di Abruzzo per papa Martino e per Giovanna 2a entrò nella città di Aquila assai oaorato dagli aquilaoi , ed ebbe stanza al vescovado.