tone il Grande v cbe appartiene allo stesso Santo : Colla Relazione della Traslazione delle sue Sacre Reliquie-dalia Cattedrale della distrutta Città di Forcone in quella dell' Aquila. Di Giuseppe Coppola della Congregazione dell' Oratorio, Vescovo della medesima Città — In Napoli, presso Giuseppe de Bo-nis, MDCCXLIX. — in 4.
fi di pag. 106, delle qnali le prime 8 s. n.,che contengono il frontespizio , la dedica al re e la prefazione , 95 sono numerate , e le ulr ti me Ire pure s. n. e formano il permesso per la stampa e 1* errata. Il volume è corredato di una larga tavola incisa in rame da Niccolò de Orazio napoletano , nella quale è ritratto il facsimile del diploma dell' iutperadore Ottone.
L'autore dimostra insussistenti gli argomenti di taluni scrittori , i quali vollero sostenere adulterini gli atti dì S. Massimo, perchè simigliatili a quelli di S. Massimo di Asia, iodi pubblica i detti atti colla sua versione volgare a Ironie e corredati di noie storiche intorno ad A via, a Forcona, ad Aquila. Ristampa gli atti del Santo di Asia e fa osservare la aifie-: rema tra questi ed i primi, e cbe errooeamenle si vogliono sostenere in tutto simili. Segue il diploma di Ottone il grande, col quale f imperadore dona tutto il contado di Forcona alla chi«sa di S. Massimo; indi i conienti e le note diplomatiche del Coppola, il qoale vi aggiunge la serie de'vescovi di Forcona , di Amilerno e di Aquila. Finalmente discorre della traslazione delle reliquie di S. Massimo dalla cattedrale della distrulta Forcona alla città di Aquila. E questo un bel lavoro storico diplomatico corredato di molti documenti edili ed inediti.
252. Distinta relazione del danno cagionato dal tremuoto succeduto a'dì 3 di Novembre 1706. Se-» condo le notizie venute à questo Eccellentiss. Sig. Viceré Marcbese di Vigliena etc. Ed altre raccolte da varie lettere particolari — In Napoli appresso Niccolò Bulifoni 1706 — in 4. di carte 4. s. n.
La sola faccia che è il rovescio del frontespizio contiene nn brevls-. stmo cenno di quanto avvenne io Terra di Lavoro, in Capitanala e net' Contado di Molise. Il rimanente dell'opuscolo poi è la narrazione di tutte le rovine cbe il terremoto del giorno 3 di novembre del 1706 cagionò nella città di Aquila e nelle altre città e terre degli Abruzzi.