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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   134 'biblioteca degli abruzzi
   È di pog. 198 annerale seguile da una carta s. n. che Contiene l'errata. La numerazione è guasta dopo la pag. 143 perchè dopo questa pagina in vece del numero 144 ricomincia col numero 134 e prosegue con tale ordine fino al numero 198.
   Opera difficile a trovarsi, perchè le copie sooo state distrutte alla morte dell'autore. Il voi. 2. poi è molto raro ed è quasi a lutti sconosciuto, perciò si crede opera completa il solo volume i°, il quale non porta nota di volume primo nè accenna prosieguo. L'autore dalla geologia discende alla storia, e perciò sostiene che la posizione parallela degli Appennini di Abruzzo coli* equatore iodica che la provincia di Aquila sia slata la prima a rimanere sgombra dalle acque che inondarono sì lungamente il globo , e che perciò sia stata anche la prima ad essere abitata. Che sulle testimonianze di Platone e di Stratone dopo il diluvio tre razze di uomini abitarono la Terra, la prima sulla sommità de' più alti monti temendo ancora le acque che tuttavia tenevano ricoperta la terra ; la 2* alle radici de' monti dopo disseccati i campi; e la 3* nelle pianure. Che quindi i tre primitivi popoli che abitaronò gli Appennini di Abruzzo furono i Sicoli, gli Aborigeni e gli Umbri, e cbe da questi si diramarono gli altri popoli d* Italia, la quale prima solto il nome di Janicula e di Saturnia sì estendeva fra l'Amene il Ciani, e la Nera , e poi si dilatò dall'Etruria fino a Locri. Che da' Sicoli vennero generati i Picentini , ì Vesti ni , i Marsi, i Peligni , i Frentani, i Marruocini ed i Sanniti, i quali Sanniti diedero origine agli Irpini, a'Cam-pani, a' Lucani , a' Bruzi. Che dopo i Sicoli vennero gli Umbri, e poi progressivamente si successero i Pelasgi, ì Lidi, gli Etrusci ed i Galli. Che i soli paesi de' mon-ii ebbero i loro abitatori indigeni ed i primi e più antichi d* Italia, e cbe nelle regioni mediterranee e marittime non vi fu se non geute straniera e.tra questa la greca. Parla de* popoli compresi sotto il nome de' Sicoli, il cui territorio forma ora la maggior parte della provincia di Aquila , de' re Sicoli che regnarono in Italia , della estensione di questa regione ne'vari tempi dell' antichità , delle città fondale da' Sicoli, dagli Aborigeni, dagli Umbri e dagli altri popoli antichi sì negli Abruzzi, cbe nel rimanente del Regno di Napoli e d'Italia — Nel 2? volume poi il Martelli narra la veouta di Ercole in Italia ed t Homi delle Sibille, la fondazione di Albalonga ed i fatti. de' suoi re. Il capò 3° racchiude la descrizione delle montagne e dèlie città della provincia di Aquila, lodi fa la storia de're di Roma e delle guerre de' romani eoo Porseona, co' Latini,
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