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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   biblioteca degli abru2zi
   520. Vita della B. Cristina già nel secolo Mattia de9 Ciccarci li di Lucoli religiosa agostiniana nel mo* nistero di S. Lucia dell' Aquila scritta da Antonio Antinori prete dell' Oratorio Aquilano. — In Roma
   É di pag. 140 , delle quali le prime 138 ittaiuerate, esse sono precedute da 8 carte 8. n. ? che contengono il frontespizio , sol quale é impresso in rame lo stemma di casa Falconj* la dedica di Angela Maria Falconj badessa del monastero di S. Lucia dell'Aquila a Domenico Falconj barone di torre del taglio di Roccarandisi e di Poggio S. Giovanni, la protesta dell'autore, alcuni elogi della beata Grislina composti da vari autori, .e l'indice. Innanzi alla pag. 1. sta una incisione iri rame, in cui è ritratta la Beata da Francesco Sescino sul disegno di Bernardino Ciferri.
   L* autore dopo aver fatto una breve descrizione della terra di Lucoli, passa a narrare la vita ed i prodigii operati dal* la beata, la quale venne alla luce in Lucoli nel febbraio del-' l*anno i48o. Oltre a copiosissime notizie storiche intorno agli Abruzzi ed alla città di Aquila, in questo libro si trovano registrate ancora le cose avvenute in Aquila allorché fu rovinata la città dal terremoto del 1703.
   321. Vita della Beata Filippa Mareri ricavata per la più parte dalle leggende dell' uffizio approvato dalla Santa Sede. —in 12? di pag. 48 % delle qua* li le prime 45 numerale*
   Innanzi al frontespizio sta la beata ritratta in raitae da'un tal Blenda. In fioe dell' opuscolo leggesi la data della edizione cosi — Tipografi* del Scòrto Largo proprio d'Avellino n. 2. Lo stampatore à tralasciato porvi la data di Napoli « e l'anno 1852.
   Filippa nata dalla antichissima famiglia Manieri conti dé* Marsi e conti di Mareri, abbandonando il mondo ed il fasto de'magnali si ritirò in una spelonga del monte Marerio a far penitenza delle sne colpe. Il fratello suo il conte Tom*-maso le donò allora la chiesa di S. Pietro ivi posta, e di suo padronato. Ivi ritirossi Filippa con altre donne di soa stirpe e sue congiunte, vi edificò un monastero che poi sol* topose alla regola di S. Chiara. Alla fine dopo una vita penitente ed esemplare si morì il 16 febbraio del ia36 ed ia
   (U Nel 18*2 questo libro fa ristanpalo nella città di Aquila.
   MDCCXXXX. — in 4(1).