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viltà. Le diversità dei culti antichi scomparvero a poco a poco in Roma, insieme fondendosi, e così facendo la strada alla religione del Nazareno. E dobbiamo anche osservare, che i Romani in quanto a religione si ebbero quasi tutto ciò che di buono vantar potevano i Greci, ma tennero per cosa inutile e turpe le lubricità ed i delitti degli Dei. Tutto al rovescio de'Greci, delle divinità sentirono e parlarono alta* mente, nulla immaginarono o dissero che alla loro beatitudine direttamente facesse contra: non voratore e vinto Saturno, Marte non ribelle dal padre, nessun nume ferito e costretto ad acconciarsi da servitore con alcun mortale: non feste tetriche e lugubri, e non pianti e lamenti di donne pel ratto di Proserpina o per l'evirazione di Bacco, ec.: nemmeno a7 tempi di corruzione coribanti ed. altri sacerdoti o sacerdotesse furibonde, non ceti baccanali od occulti misteri, non veglie di uomini mescolati con donne: anzi religiosamente si faceva e dicevasi tutto che agli Dei si apparteneva. Ivi quasi tutte le nazioni onoravano le patrie divinità con culto domestico, però tolte da parte le patrie superstizioni (1 ), perciocché nei sincretizzamentì ciò che vi ha di particolare e non conforme al genere umano si gitta, i pregiudizi dell'odio e dell'amore si distruggono, i popoli si conoscono e nell' amore scambievole camminano rapidamente per la via della civiltà. Là sviluppossi rapidamente il naturale sentimento religioso, ed il sacerdozio non-si volle dato alla venalità, uè scelto dalla sorte, né nato con tal carattere. Il sacerdote si eligeva dalle curie, coll'approvazione degli auguri, laddove in altre nazioni i sacerdoti nascevano da sacerdoti che, in mano avendo il governo, dicevano ai soggetti: Per noi lavorerete i terreni e ci adorerete. In Roma si voll'elettivo e conjugale il sacerdozio, perché si volle la vocazione. Questo elemento religioso di civiltà, fu introdotto in Roma dai Sabini.
(0 Dionigi di Alicarnasso, 1, II, dice: abdicati* mirandi*, sicut in Matri* ldaeae sacri* fit. Questa fu Cibele di Pessinunte introdotte , co'suoi Galli fatti capponi, recentemente in caso di pubblica necessità.
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