99
altri gli attribuiscono a divinità distinte (1). Adunque la vergine che saltava nel tempio di questo Dio, presa da su* bito furore, corse nel sacrario e compressa dal genio del luogo, siccome è fama, partorì Medio cognominato Fidio. Questi venuto in età virile fu grande della persona, e passò tutti nel valor militare. Tratto dal desiderio di fondare una città, messo insieme un gran numero di persone raccolte dai luoghi d'intorno, fondò Curi, chiamandola col nome del padre, a sentimento di alcuni, o dall'asta detta Curis dai Sabini, secondo altri. Perciò Catone presso lo stesso Dionigi vuole, che Curi fosse stata fondata pel Dio Fidio figlio di Sabo. Quando i Sabini furono in Roma con Tazio di Curi, Atta Claudio di Regillo ed altri capi, occuparono principalmente il Campidoglio ed il colle Aegonense detto da Aegon capra (2), cui diedero il nome di Quirinale col fabbricarvi un tempio a Marte Quirino. Anzi ad imitazione de'Sabini i prisci Romani adorarono l'asta in luogo di Marte (3), e Servio ci dice, che i Romani adoravano Marte Quirino in un tempio dentro la città, e Marte Gradivo nella via Ap-pia fuori la città presso la porta, aggiungendo che Romolo, figlio di Marte, si disse Quirino dall'asta sabina (4). Dai Curati Sabini venne il nome di Quiriti ai Romani, come %
(0 Dionigi d'Alicarnasso, 1. 9, p. 286, dice, .che Tarquinio locò nel bosco di Bellona un altare ad Enialio, poscia dedicato sotto il console Sp. Postumio. La stessa Venere Bellona si disse Enia, e Marziale disse, 1. VI, Enyo navalis una naumachia. Lo scoliaste di Omero, Iliade, V, v. 333, dice che Marte era figlio di Enio, come Ovidio, Fasti, V , v. 231 , dice che Giunone concepì Marte col toccare un fiore mostratole da Flora. Sopra Enio vedi Phornuto.
(2) Pesto, in voce ; e Varrone, 1.1. IV. Dionigi di Alicarnasso, 1. II, p.'<72, dice, che prima di Tazio dicevasi altrimenti 1*Aventino ed il Quirinale. Perciò queste denominazioni furon sabine. Virgilio, Eneide 1. VII, par che riferisca la denominazione a tempi anteriori, dicendo:
Ipse Quirinali lituo, parvaque sedebat Succinctus trabea, laevaque ancile gerebat Picus equum domitor, ed a non molti versi :
Ipse Quirinali trabea, cinctuque sabino Insignis, reserat stridentia limina conaul : Ipse vocat pugnas.
(3) Clemente Alessandrino, Protrept. IV.
(4) Eneide, I, v.
v^ooQie