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natiche dalla preghiera che la Sabina Ersilia fa a Tito Tazio : Nerta Martis, te obsecro pacem dare, ut liceat nuptii$ propriis et prosperis uli: quod de tui conjugis ( Marte ) Consilio conk'git, uti nos iltdem integre* raperent, unde liberos sibi et suis posterie , et patriae pararent ( 1}.
Moglie di Marte Quirino fu anche Hora, come si ha nei libri sacri del popolo Romano, presso Aulo Gellio (2), e negli annali di Ennio (3). Essa è identica a Fortuna Forte, cui Servio Tullio dedicò un tempio fuori di Roma di là dal Tevere (4).
Venere presso i Sabini fu identica alla Vittoria, adorata fra i Sabini, e che si disse anche Vacuila, cui sacrificavano i contadini allorché si ristavano dalle fatiche, come accenna Ovidio, Fasti, VI, 307:
Nam quoque cum fiuot antiquae sacra Vacunae Ante vacunales stanque sedentque focos.
Orazio d'un tempio presso Rieti (5), ove rinviensi vicino a Rocca Giovane, poi ristaurato da Vespasiano sotto il nome di Vittoria, dice :
Fanum putrae Vaeunae (6).
Questa Venere presso i Marsi ebbe forse il nome di Mirtea e Marsia in Roma, secondo Plinio (7). Non è strano ravvicinare questa denominazione a quella de9 Marsi, figli de' Frigi e Circensi, giacché Marro, Marso e Marsia sono diverse denominazioni di uno stesso tipo mitico, etnoctiste dei Marsi, e per questo identico a Pane e Fauno. Di fatto Marsia é 1sonatore e satiro; 2.° é scorticato per Apollo; 3.° é connesso a Bacco, giacché Servio ci dice che la statua di Marsia collocavasi con una mano alzata in segno di libertà nel foro delle città libere, crededosi essere stato sa-
) Gii. Gellio, annali> 1. III.
(2) XIII, 24. •
(3) 1. I. degli Annali.
(4) Varrone , l. I. p. 66.
(5) Plinio, III ,12.
(6) I. I, ep. \o, 49. L'antico interprete; Vacuna apnd Sabinosplu-rimum colitur.
(7) 1. XV. c. XXIX.
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