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cerdote di Bacco o Libero (1). In falii accenna atla statua di Marsia nel foro di Roma il Venosino, quando dice : . . . Non sollicitus mihi
Quod cras surgendum sit mane, obeuùdus Marsyam (2); ed in una medaglia della gente Marcia, che si fa discendere da Marcio Sabino , avo di Anco Marzio , vedesi la figura di Marsia , come rappresentavasi nel foro della Città (3). In quanto a Marso che si dice aver data la denominazione ai Marsi, basti aver cennato che Circe ò identica alla Luna, cui si attribuiva dagli antichi una virtù generatrice ed assistenza tanto ai parti quanto ai mestrui. Marro fu compagno di Bacco, ed i Marsi che! n'ebbero la denominazione, gli consacrarono una statua trasportata in Boma, quando i Romani vinsero i Marsi (4), come consacrarono anche a Libero o Bacco un'ara.
La Dea Pelina e Giove Pelino denominarono i Peiigni, giacché la Majella o Nicate si disse Palleno da Giove Beleno o Pelino, che fu adorato in un tempio, dove poscia sorse la Terra di Campo di Giove, e la Dea Pelina si tro-v'adorata in vari luoghi de' Peiigni, Vestini e Frentani, come in Superequo, Peltuino e Lanciano. Questa Pelina fu identica a Venere Frigia, di cui parla non poco Dionigi di Alicarnasso (5), come Pelino o Beleno era identico a Marte, sia che tengasi per uno dei Baaiim di Babilonia, sia che si tenga per identico al Beleno o Marte Apolline degl'Illirici ed Aquilqjensi, dicendoci Erodiano di Beleno adorato in quel di Aquileja : Beltà vocant indigenae, magnaque eum religione cotoni, Apollinem interpretantes (6). Nelle iscrizioni trovatesi in Aquileja leggesi: Apollini Beleno. Aug. in. honorem, c. pott. come : Apollini. Beleno. c. Aquile-jen. foelix. Il quale Beleno aveva in Aquileja un oracolo
<) Aen. Ili, 20; IV, 58.
2) Sat. I, t. i 20. Le meretrìci, radunate intorno a questa statua, le mettevano sul capo delle piccole corone. V« Seneca, De Benef. 32i Plinio, XXI, 3, 6.
{3) Moielli, Famigl. Rom. tav. I, n. 7.
(4) Diodoro Grammatico, 1. X, Ci 2.
(5) L. I. p. 76.
(6) Vita di Mammino.
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