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GIUSEPPE DEVINCENZI
oli avvenire ornerà il nome del glorioso e munifìceutissimo Leopoldo II di Toscana, sarà certo quello d'istitutore di queste riunioni in Italia. Se spesso lodatissimi sono i Principi sol perchè vengono accogliendo nelle loro corti alcuui dotti uomini, quanto più non è splendida in loro la magnanimità di convocare di tempo in tempo nei loro Stati tutti quelli che danno opera agli studi? Ed i Principi italiani in questo non si sono addimostrati men dotti e men teneri delle scienze dei Principi della stessa dottissima Alemagna: perocché, come in quelle regioni, così in Italia par abbiano tutti fatto a gara di aver nei loro dominii queste riunioni. Re Carlo Alberto di Sardegua nel secondo anno con lieto animo l'accolse nella metropoli del suo regno: nel mille ottocento quarautuno il Principe di Toscana ne volle far lieta Firenze: il Re del regno Lombardo-Veneto l'Augusto Imperador d'Austria nel quarto anno fé che Padova si rammentasse delle sue antiche glorie; nel quinto anno Lucca pe' favori di Carlo Lodovico di Borbone gioiva al gran numero dei suoi dotti ospiti: ed in quest'anno mille ottocento quarantaquattro, come l'Imperadore avea contentato il governo di Venezia colla riunione degli scienziati in Padova, così volle eziandio appagare i voti dell'altro suo governo italiano raccogliendo i dotti a Milano. Ed anco mirando all'avvenire ci dobbiamo grandemente rallegrare vedendo come per beneficio del nostro Augusto Re Ferdinando II questa istituzione, la quale parea volesse rimanersi rinchiusa nella parte superiore d'Italia, verrà nell'anno mille ottocento quarantacinque a far grata mostra di sé nella città capitale del Regno delle Due Sicilie. E pel mille ottocento quarantasei molte città hanno desiderato questo onore: e fra le altre si è veduto Genova e Venezia vivamente disputarselo per la voce di due non meno gentilissimi che eloquentissimi oratori, il Principe di Canino ed il Coute Cittadella Vigodarzere: sicché, come diceva un d'essi, par che per un destino queste due supreme città italiane sempre in guerra fra loro per le conquiste ancor dovessero l'uua stare iu faccia all'altra e contrastare per ottenere questa gloria. Ma se Genova restò scelta, anche Venezia dovè