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Opere Complete
Volume Primo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1912, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DEL SESTO CONGRESSO
   61
   congresso delle sperienze da servire a rischiarare alcune verità scientifiche.
   Nel tempo del Congresso in determinate ore solo per gli scienziati i musei, le biblioteche, le pinacoteche e tutti gli altri stabilimenti pubblici erano aperti, e sempre vi si rinveniva o i direttori od altri dotti uomini in loro vece. Ed i privati gentilmente gareggiavano col pubblico in mostrare tutt'i tesori che in materia di scienze e di arti aveano nelle loro case, e lasciando dall'un de' lati le molte gallerie, ricorderò come fra gli altri il conte Vitaliano Borromeo apriva allo studio di tutti il suo Museo di Mineralogia, in cui fra le altre cose si ammira la raccolta del Breislak, ed il Duca Antonio Litta la sua ricca biblioteca. Nè in così bella gara di ospitalità le società di qualunque siasi natura, che sono in Milano, restarono indietro: pe-rochè la Società d'Incoraggiamento mise a disposizione degli scienziati le sue sale e la sua biblioteca, e la società dei nobili e quella dei mercadanti vollero che seralmente i dotti intervenissero nelle loro riunioni. Ma avvegnacchè sia mio intendimento di non venir quasi qui rammentando che quanto direttamente risguarda le scienze, chè altramente troppo dovrei allargarmi in parole per tutte qui riferire le grandi cure e le ardue spese sostenute dalla città e dal governo di Milano e da molti cittadini, e per apparecchiare questo Congresso, e per render lieta ed accetta quella stanza ai dotti ospiti, nondimeno non debbo tacere come tale e tanta fu la folla delle genti che trasse nella Metropoli lombarda per la nuova riunione che vi accoglieva, che ne sembrava quasi addoppiata la popolazione: e si sa per sicuro che vi erano molte migliaia di stranieri di più (li quando vi avvenne l'incoronazione dell'lmperadore d'Austria a Re del Regno lombardo-veneto, che certa è stata una delle più numerose feste italiane de' nostri tempi. E, perocché forse l'amor che le donne mostrano alle scienze ci danno a divedere meglio che molte altre cose la civiltà, in cui rattrovasi una regione, mi piace qui ricordare come le donue italiane, le quali sono sempre state gran parte in ogni uostra lodata e nobile impresa, non son rimase certo straniere dai Con-