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Opere Complete
Volume Primo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1912, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   COLTIVAZIONE DFf. COTONE
   166
   leggero per riempirne le fossette, ovvero, colla zappa facendovi cadere della terra dal ciglio de' solchi.
   « La scelta del cotone è della maggiore importanza per la buona riuscita di questa industria. Fa d'uopo perciò adoperar quella che siasi prelevata dal cotone di prima qualità il quale come diremo appresso è quello che si raccoglie dalle capsole che si maturano perfettamente e si aprono sulla pianta, non fatte aprire al sole o col calore delle stufe. Bisogna dippiù badare che la semenza sia fresca, cioè dell'anno istesso in cui si e raccolta, potendola riconoscere dal rom-persi netta scricchiando fra i denti. Quando si trascurano queste avvertenze, e quando non si ha cura di rinnovare la semenza istessa, non adoperando quella che siasi raccolta da campo spossato da reiterate coltivazioni, le piante ne riesciranno malsane ed il cotone di cattiva qualità. Insisteremo perciò nel raccomandare la maggior vigilanza sopra questa scelta, e non dissentiremo che giovar possa al rinnovamento della semenza il provvederla da Puglia, da Calabria, e da Sicilia; badando però che sia sempre quella del cotone gentile, turchese o maltese, ossia del vero cotone siamese, e non già l'altra del cotone comune, o erbaceo che anche negli stessi luoghi coltivasi.
   « È stato da alcuni agronomi proposto di lasciarne in infusione le semenze per 24 ore in un lescivio alcalino prima di seminarle, ma da altri più generalmente praticasi di bagnarle soltanto coll'acqua semplice anche lasciandovele per delle ore e poi soffregarle con terreno asciutto prima di spargerle sul campo.
   « Coltivazione.  Quando il germogliamento delle semenze alla terra affidate non vien contrariato da straordinarie intemperie, tra 10 a 15 giorni ne spuntano le piccole piante, e tra altri 15 trovansi cresciute a circa mezzo palmo, e con 4 a 6 foglie. Allora bisogna diradarle lasciandone le più robuste alla distanza di un palmo e mezzo se si è seminato pollicando, e svellendo le meno valide da quelle seminate a fossetta. In pari tempo si strapperanno le erbacce e si ricalzeranno col zappetto tutte le piante. Due altre sarchiature converrà fare nel maggio e nel giugno, e quando le