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Opere Complete
Volume Primo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1912, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   note ed aggiunte
   Z83
   E per questa ragione l'aratro, di cui ragioniamo, meglio che ogni altro si adatta quasi ad ogni specie di coltivameli. Solo ne' pog    l) Giorn. arjr. tose. voi. V, fol. 37.
   ,J) Crediamo far cosa grata ai nostri lettori qui trascrivendo un brano della memoria intorno al coltro toscano scritta dallo stesso Cosimo Ridolfì. « Questo istrumento non esige per lavorare ottimamente nelle terre più « tenaci, come la vanga farebbe, che un paio di bovi: nelle terre gentili « anche duo vacche sono sufficienti. Quando però si voglia dissodare un « terreno estremamente duro, ove fossero delle radici di ginestra o altri « frutici simili, e che fosse inculto da molto tempo, come sarebbe un vec-« chio prato ecc., allora bisognerebbe che i due bovi fossero ben robusti, « ed in questo caso possono senza alcun inconveniente lavorare circa sei « ore con un breve respiro nella metà del tempo, producendo tanto effetto « quanto ne produrrebbero circa trenta vanghe o zappe in otto ore di « assiduo lavoro ». E tutto queste cose noi possiamo del pari affermare per nostra esperienza; dacché piacque nnl passato anno alla real società economica di Teramo in occasione del L agricolo comizio da essa solennizzato, consegnarci il coltro toscano perchè lo avessimo fatto usare dai coloni de' nostri poderi, sperimentandone praticamente e in tutt'i modi i suoi vantaggi sopra gli aratri comuni. G. Devincenzi Opere Complete.  Voi. i.