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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   sieno costrutte. E quando la ricchezza pubblica e privata si sarà meglio svolta per ogni dove potremo forse costruire le altre ferrovie accennate nella prima parte di questo nostro lavoro. Tutte le provincie italiane debbono esser condotte a quello stato di prosperità, in cui si ritrovano alcune di esse, non solo pel loro benessere speciale, ma per la prosperità generale dell'Italia tutta quanta. Le provincie antiche dello Stato e la Toscana certo non han provveduto ancora a tutti i loro bisogni in fatto di ferrovie, ed in ispecie fa d'uopo che ci rivolgiamo animosamente al compimento dei nostri varchi delle Alpi; pur le provincie meridionali, per mettersi a pari condizioni col Piemonte, dovranno avere da chilometri 2500 a chilometri 2900 di ferrovie, e per u-guagliarsi alla Toscana da chilometri 3200 a chilom. 3500 *).
   L'Italia ora non ha che circa 4000 chilometri di ferrovie costrutte, in costruzione, o concesse sopra una superficie di 262 000 chilometri quadrati, e con una popolazione di 22500000 abitanti, ossia chilometri 17,55 per ogni 100000 abitanti, e chilometri 1,51 per ogni miriametro quadrato, quando che la Francia ne ha chilometri 45 per ogni 100 000 abitanti, e chilometri 3 per ogni miriametro quadrato. Alcuna delle provincie italiane in vero come la Toscana, trovasi a questo riguardo anche in migliori condizioni della
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   Francia; ma è a por mente che la Francia è ben lungi dall'avere un sistema ferroviario sì completo da poter soste-ììPPPi il narflornnft poi l'In orili! terra, col Belgio e con altri stai .
   ') V«di pag. 208.