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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   SIGNORI!
   Vi ha l'uso costante in altri Parlamenti che quando vuoisi indirizzare ad un membro dell'amministrazione una interpellanza, la quale abbia qualche importanza e che possa avere rapporto specialmente al credito dello Stato, oppure al credito di grandi compagnie o di una classe speciale di cittadini; e quando questa interpellanza riguardi fatti sui quali si voglia ragionare, e che siano a conoscenza dell'ammi-nistrazione, l'interpellante si rivolga preventivamente alla Camera, affinchè ordini che i documenti relativi alla questione siano deposti sul banco della Presidenza. Per tal modo soltanto, l'interpellante l'interpellato e la Camera possono avere piena cognizione di quanto si vuol discutere, e non mai si adducono innanzi al pubblico dei fatti i quali poi occorra di rettificare. E ciò non sol si richiede per l'utilità delle trattazioni, ma per la dignità dei Parlamenti.
   Ognuno intende bene la convenienza di questa consuetudine parlamentare, che io desidererei grandemente di vedere introdotta anche fra noi. Se fosse piaciuto all'onorevole Gabelli di seguire questa via, se avessimo potuto e se potessimo discorrere sopra fatti che l'amministrazione avesse comunicati al Parlamento, sopra fatti di cui ogni deputato avesse potuto prendere conoscenza, credo che questa discussione sarebbe forse molto più utile. Ma di una cosa sono sicuro, cioè che chi ha l'onore oggi di parlare alla Camera non si troverebbe soventi nella dispiacevole condizione di non potere convenire nei fatti coll'onorevole interpellante, il quale all'autorità di membro del Parlamento accoppia