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Io ammetto in tesi generale che il materiale mobile di tutte le società non sia al tutto sufficiente; ed anzi lo contento che si senta questo difetto, perchè in gran nart! esso deriva dal maggiore accrescimento del movimento il che significa maggiore sviluppo della operosità e della rie chezza del paese. Non c'è una società di strade ferrate in Italia, il cui movimento non si accresca continuamente- e questo per me è uno degli indizi più consolanti del progresso del paese.
Ma è poi vero che vi sia questa assoluta insufficienza di materiale in tutte le nostre strade? Veggano, signori, che io parlo di tutte le società, e non di questa o di quella. E questa deficienza è tale, da indurre una società, che forse è la meglio provveduta in paragone delle altre, a valersi, senza preavvisarne il Governo (perchè il Governo, posso assicurare, ignora questo fatto), del materiale della rete meridionale austriaca?
Sono dolente di dover entrare in minute particolarità, le quali spesso riescono noiose; ma quando si tratta di fatti e di constatazione di fatti, non c'è altra via per stabilirli che entrare nei particolari.
L'onorevole Gabelli dice: la società dell'Alta Italia non ha che una macchina per ogni cinque chilometri; la società delle Meridionali non ne ha che una ogni nove chilometri, e la società delle Romane una ogni dodici.
All'onorevole Gabelli la cosa pare così grave, che non teme di trarne argomento per sostenere che tutto ciò che riguarda le strade ferrate, in Italia va male,
lo veramente sono sempre stato un po' diffìcile nei miei giudizi, e specialmente quando si tratta di giudizi in certo qual modo astratti e di giudizi i quali potrebbero involgere la responsabilità di altri; ed in questo caso lo devo essere anche più, in quanto che, se da una parte vi può esser colpa nelle società di non aver provveduto, dall'altra vi sarebbe stata colpa anche nel Governo di non averle obbligate a provvedere.