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Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Prendiamo a considerare le strade ferrate dell'Alta Italia. Innanzi tutto dirò che realmente le strade ferrate dell'Alta Italia non hanno una macchina per ogni cinque chilometri. A coloro i quali non sono pratici nei calcoli di strade ferrate sembrerà che dicendo un numero approssimativo sia quasi la stessa cosa; ma, quaudo si tratta di migliaia e migliaia di chilometri, anche una differenza infinitesimale ha una grande portata in fatto d'esercizio. Comincierò dunque col dire all'onorevole Gabelli non essere esatto, che le ferrovie dell'Alta Italia abbiano una macchina per ogni cinque chilometri, ma averne una per ogni quattro chilometri e 70 centesimi di chilometro. Ricordi bene la cifra l'onorevole Gabelli. E se volesse maggiori particolari su quei numeri, che io avrei desiderato poter comunicare stampati non solo a lui, ma a tutta la Camera, dirò che nel 1870 la società dell'Alta Italia aveva al 31 dicembre 593 macchine; che al 31 dicembre 1871 ne aveva 649, crescendone 56, e che nell'anno attuale, ne introdurrà, secondo i preventivi, altre 43. Ed essendosi spesso discusso fra la società ed il Governo, per mezzo dei commissari, intorno al numero delle macchine (ed è ben naturale che il Governo ecciti sempre la società ad aumentare le macchine, perchè, sebbene esso paghi l'interesse sul capitale, nondimeno spera sempre di a-vere maggiore diminuzione nelle garanzie), si convenne d'accordo che il numero delle macchine fosse sufficiente.
   Ma i commissari governativi potrebbero essersi ingannati nello stabilire la proporzione delle macchine colla estensione della rete: perciò, come si pratica spesso in amministrazione, conviene fare qualche confronto comparativo per vedere se una macchina per ogni 4 chilomtri e 70 centesimi di chilometro sia o non sia sufficiente nelle condizioni attuali del traffico di quelle ferrovie.
   Ebbene, o signori, io citerò uno degli uomini più autorevoli in fatto di esercizio di strade ferrate che ora sono in Europa, noto certamente nella Camera a tutti coloro che si occupano di queste specialità, il professore della scuola di ponti e strade di Francia, F. Jacqmiu. Egli, nel suo trattato De Vezjjlattation des chemins de fer, che ho sotto gli occhi,