GIUSEPPE DEV1NCKNZI
numero delle macchine sia accresciuto, e già siam fatti certi che avremo nel 1872 43 nuove ìuacchiue sulla rete dell'Alta Italia e 29 sulle Meridionali. Le Romane poi già hanno ordinato l'acquisto di altre 36 macchine.
Sebbene mi sia proposto di non parlare delle condizioni generali della società delle Romane, nondimeno mi è d'uopo qui venire a difendere alcun fatto speciale; poiché, se dobbiamo stare sempre nel vero, lo dobbiamo poi essere con maggior cura quando le condizioni delle società possono sembrare più difficili.
L'onorevole Gabelli, aprendo la relazione fatta a questa Camera dalla Commissione della legge 1870, trovava nell'al-legatovi rapporto dell'ispettore del Genio Civile Biglia, che la società delle strade ferrate romane bisognava che acquistasse 12 macchine, più che acquistasse almeno 400 carri.
A vero dire, udendo ieri la recisa assicurazione dell'onorevole Gabelli, che la società aveva acquistato sei macchine soltanto invece di dodici e non aveva punto accresciuto il numero dei carri, mi nacque il dubbio che le mie informazioni non fossero esatte. Ma ogni mia titubanza cessò dinanzi agli atti, che qui ho sotto gli occhi.
Avendo esaminato i documenti ufficiali sulla gestione delle ferrovie romane negli anni 1870-1871-1872, ho trovato che la società comperò nel 1871 dodici macchine, che sono già in esercizio, cioè ne comperò, se non erro, quattro in Austria ed otto in Sassonia. Di più la società delle Romane aveva commesso nell'anno 1870 la costruzione di altre quattro locomotive allo stabilimento di Pietrarsa, il quale avrebbe già dovuto consegnarle, ma non lo ha per anco fatto, e se ne scusa allegando per ragione la guerra; di maniera che la società delle Romane, che io non intendo nè di attaccare nè di difendere, ma di cui intendo di constatare i fatti invece di acquistare dodici macchine, ne ha acquistate sedici.
Non meno grave si è l'asserzione dell'onorevole Gabelli, che la società non abbia acquistati neppur uno dei 400 carri, e che il Governo non l'abbia obbligata a ciò fare.
Anche qui mi ricorre al pensiero la convenienza di ricercare i documenti al Governo prima di fare un'interpel-