delle Ferrovie
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lanza sopra fatti positivi. Infatti alle alu"! ¦ " revole Gabelli io mi permetterò di confj! g ddl'0Q«-
La società delle ferrovieomineh*3,60,16 cifr' " 0 1872 520 carri. Si noti ^
non di vetture, perchè, per stare ZvJLlTlTh numero delle vetture pe, viaggiatori dal 1870 al i«7i fu punto accresciuto. Per verità, i vagoni che nel mo ^ no 2771, al 31 dicembre 1871 erano 3161 e ne" vo o at cora essere conseguati altri 130. Ciò stando, a me ,,are di
poter affermare alla Camera che lo zelo dell'onorevole Gì belli si converte in 390.
Aggiungerò di più che una parte di questi 520 carri è stata fatta a Milano, una terza parte circa fu costruita a Napoli, ed alcuni, cioè i carri coperti, sono venuti d'Inghilterra.
Or conviene di rispondere alla più grave delle censure mossa dall'on. Gabelli alla società dell'Alta Italia, censura da lui fatta, come affermava egli stesso, non di certa conoscenza, ma per asserzioni intese da persone di grande autorità e degnissime di fede.
La società delle ferrovie dell'Alta Italia costituisce, come sa la Camera, una società unica colla Sudbalm, ossia colla meridionale austriaca. Non sono ancora divisi gli interessi: è una divisione che dovrà farsi, e forse fra breve, ma fino ad ora non ha avuto luogo.
La società austriaca ha una garanzia dal Governo austriaco e la società italiana ha del pari, come ognun sa, una garanzia dal Governo italiano. Ora, se la società italiana prendesse a nolo del materiale mobile dalla società delle ferrovie meridionali austriache, ne avverrebbe un danno per la finanza nostra.
La osservazione dell'onorevole Gabelli mi parve, come dissi, così grave, che ho voluto esaminare questo argomeuto con speciale cura; ed ho riconosciuto non esservi in questo caso alcun che di eccezionale o di diverso di quanto accade per gli effetti del servizio cumulativo a tutte le aure società, le quali sono contermini alle società estere Se_ no, commerciamo, per esempio, colla Francia o colla baviera,