Stai consultando: 'Opere Complete Volume Terzo', Giuseppe Devincenzi

   

Pagina (237/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (237/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!



[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   240
   GIUSEPPE DE VINCENZI
   noi mandiamo il nostro materiale mobile in Baviera ed in Francia, ed il materiale mobile di questi paesi viene a sua volta in Italia. Nò può essere diversamente. Così pure avviene, e non altrimenti, fra la società dell'Alta Italia e le ferrovie austriache: il materiale mobile italiano passa sul territorio austriaco e quello austriaco passa in Italia: e vi passa più o meno secondo il bisogno, secondo che la importazione e la esportazione cresca o diminuisca.
   Dalla parte della linea di Trieste, e di Gratz, o del Sóm-meriug che si voglia dire, le principali importazioni in Italia sono i grani ed i legnami; e le nostre principali esportazioni sono il riso, gli olii, la canapa, i tessuti di seta ed i frutti meridionali in gran copia. Secondo che accresce o diminuisce lo scambio, il conto annuale che si fa tra le due società per la quantità del materiale mobile che necessariamente deve percorrere le linee varia, e varia in vero continuamente.
   Ho voluto raccogliere le più precise informazioni sullo scambio del materiale mobile fra le due società nei due ultimi anni per mezzo del commissario governativo, e conoscere il conto del dare e dell'avere fra le due amministrazioni. Ebbene mi è risultato che nell'anno 1870 la società della Sudbahn è rimasta creditrice della società delle ferrovie dell'Alta Italia della somma di lire 51.331, e che nel 1871 la società dell'Alta Italia è rimasta creditrice della Meridionale austriaca della somma di lire 75.743.
   Ora non so chi possa vedere in queste cifre altra cosa che l'oscillaziouo naturale del commercio fra due paesi, e certamente ninno vi vedrà ne quella mancanza di materiale che vi vede l'onorevole Gabelli, nò che la società dell'Alta Italia facesse cosa che potesse considerarsi pregiudi-cevole alle finauze italiane.
   Io sono dolente di dovere intrattenere lungamente la Camera in materie così svariate le une dalle altre, e così aride.
   Voci. Parli! parli!
   MINISTRO PER I LAVORI PUBBLICI. L'onorevole Gabelli suppone inoltre che le merci trasportate a piccola