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GIUSEPPE DE VINCENZI
primo a denunciarla: ma fortunatamente uon pare che le cose stiano in questi termini.
Quando si vuole fare confronto fra il movimento commerciale sulle ferrovie di due paesi, si deve sempre trattare delle spedizioni a vagoni pieni, perchè coloro che mandano oggetti, che non compiono un vagone, ordinariamente non sono negozianti, e quindi, benché debbano egualmente essere ben serviti, tuttavia relativamente all'importanza delle loro operazioni non possono considerarsi come appartenenti al commercio. Ebbene, com'è costituito fra noi questo servizio? Sulle reti dell'Alta Italia le merci che non possono formare un vagone, debbono percorrere 75 chilometri ogni 24 ore; e quelle che maggiormente interessano il commercio, ossia che si mandano a vagone completo, impiegano per un percorso da 1 a 150 chilometri un giorno; da 151 chilometri a 300, due giorni; da 301 a 450, tre giorni; da 451 a 600, quattro giorni ecc.; di maniera che pel commercio i termini di consegna sono più favorevoli in Italia che in Francia.
Ma dirà l'onorevole Gabelli: le società non mantengono i patti. Sia pure: ma, se non mantengono i patti, stia sicuro l'onorevole Gabelli che gl'interessi privati sanno e possono farsi valere quanto gl'interessi pubblici.
I negozianti sapranno bene il modo di esigere le multe, che da noi sono gravissime.
Sappia l'onorevole Gabelli che per le Meridionali e le Romane, ove queste multe sono più gravi, esse vanno quasi all'assurdo. Cioè, se il ritardo è maggiore di 12 ore, ossia da 12 a 24 ore, le società perdono il 4. del nolo; per un ritardo di 1 a 3 giorni, perdono l/3; se di 3 a 5 giorni, perdono metà del nolo; se oltre i 5 giorni, perdono 2/3 del nolo; e questo ncn toglie che gli speditori possano ricorrere ai tribunali ordinari pel maggior danno che avessero sofferto, a titolo di indennizzo del perduto guadagno. Ora quando le società hanno questi vincoli, quando sono sottoposte a tali condizioni, quando chi deve pagare il nolo può trattenerne una parte, e far citare la società davanti al giudice per i danni e gl'interessi, io non so quale altra cosa possa