Stai consultando: 'Opere Complete Volume Terzo', Giuseppe Devincenzi

   

Pagina (241/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (241/510)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete
Volume Terzo
Giuseppe Devincenzi
Giovanni Fabbri Editore, 1914, pagine 465

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!



[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   244
   GIUSEPPE DE VINCENZI
   di differente peso senza però oltrepassare i 31 chilogrammi al metro corrente; inoltre vi era uno strano modo d'armamento, misto di traversine e di dadi di pietra.
   Quindi allorché il Governo venne a proporre alla società delle ferrovie romane di ridurre a buone condizioni quella linea, sia per le difficoltà in cui versava allora la società, sia pei bisogni del commercio che allora non erano grandissimi, essendo ancora sotto altro dominio questa provincia, permise alla società di restaurare la linea ad un solo binario, riducendo tutte le rotaie ad un solo peso, e sostituendo le traversine ai dadi, salvo poi, quando il commercio si svolgesse, a rifare il secondo binario. Parve che la Camera si contentasse di ciò, e non se ne parlò altrimenti.
   L'onorevole Gabelli diceva ieri che la società delle Romane non solo si ò valso della facoltà concessale dal Governo di ridurre la strada da due ad un binario, ma sta distruggendo la metà del corpo stradale, il che mostra l'intendimento di non più rifare il secondo binario. E ad ogni modo, questa remozione, questo vandalismo a che prò?
   L'asserto dell'onorevole Gabelli produsse grande impressione sull'animo mio, perchè mi riesciva nuovo un tale fatto, e, chieste informazioni negli uffici del Ministero, trovai che vi era del pari ignorato; lo stesso regio commissario, interpellato per telegrafo, mi rispondeva:
   « A me non consta di quanto parla nel suo telegramma; ad ogni modo manderò a verificare ».
   Poco fa, al momento di entrare nella Camera, ricevei un altro dispaccio, il quale mi dice:
   « Informazioni avute smentiscono che terrapieno ferrovia Napoli-Liri sia stato in qualche punto distrutto. Per facilitare scolo acque, furono praticati fossi a lato del binario esistente in qualche rialzo; consimili fossi farono eseguiti in qualche trincea ove si lasciò pigliare maggiore inclinazione a franose scarpate. Ciò si fece dietro parere dei commissari Grandis e Canevazzi nel 1870, c non toglie che iu qualunque epoca si possa fare posa secondo binario, niente essendo stato distrutto ».
   Volendo meglio chiarire la cosa, ho assunto altre in-