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Storia Ecclesiastica e Civile della regione più settentrionale del Regno di Napoli (oggi città di Teramo) - Volume 3

Niccola Palma
Stampatore U. Angeletti, 1833, pagine 320

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   della natura , osò intorbidare -quei giorni sereni . Tale Tu la mortalità de buoi negli ultimi mesi del xn36. e ne' primi del 1737. intorno alla quale Savj regolamenti prescrisse il Marchese Romolo Camselice di falerno , Preside di Apruzzo citra ( Ar. Cam. n. 16. ).
   In uno dei due anni suddetti il Cardinale Trojano Acquaviva, Ministro plenipotenziario di Spagna e di Napoli p-esso la S. Sede , partito da (toma d' ordine delle due Corti, ne' disgusti insorti per T ammutinamento del popolaccio di Roma contro gì' ingaggiatori Spagnuoli , ebbe campo di faro una corsa nella signorìa del Duca Domenico di lui fratello : e per non pochi giorni rallegrò Giulia colle sue munificenze c colla splendidezza di sua corte. Un altro Cardinale ., cioè Crescenzj , circa questi tempi si fece -vedere nella nostra Regione , Tenutovi a visitar Montorio , feudo di sua famiglia . Da Ascoli posando a Ca 111 povaiano, trovò il Capitolo di Campii , i\i recatosi ad inchinarlo.. Non vedendo alla lesta di esso il Vescovo, domandò accigliato se quello era Capitolo Cattedrale . Ben comprendendo i Canonici ciò, eh' egli intendeva dire , e ciò eli' esigeva 1' etichetta, risposero clic il Vescovo trova vasi allora nell' ultra residenza di Ortoua. Questa spiega bastò a ricompone il volto dell' altero Cardinale , ed a renderlo più cortese giovò la memoria dell' altro Cardinal Crcscewzj , stato Vescovo di Ortoua e Campii. Ili non lasciò Montorio senza aver donato preziosi arredi alla Collegiata di S. Rocco. Nel 1737. considerando 1' ottimo Re clic moltissime Università andavano debitrici alla Corte di grossi arretrati , per non avere in realtà quel numero di fuochi , de' quali erano caricate ; generosamente condonò qualsivoglia residuo fiscale , e vietando nuove numerazioni per qualunque aumento di popolazione , fissò iu perpetuo il carico de' fuochi del Regno a 3G8378. cioè assai meno di quello del 1669. Nella ripartizione , f Apruzzo ulteriore , iu cui nell1 ordine finanziera noi andavamo compresi, fu tassalo per fuochi 3. Questo trat-
   to di beneficenza sollevò le Comuni , e specialmente la molto oppressa Città di Teramo. A prevenire però ulteriori attrassi, sembrando alla Camera della Sommaria che le comunali finanze fossero malamente amministrate dai nostri Quarantotto , dispose che presso di essa si avesse a fare 1' a ditto delle esazioni , e 1' obbliganza de' conduttori di soddisfare la Regia Corte , ed i Fiscalarj o sieno possessori delle rendite vendute . Se tale disposizione fu plausibile da un cauto , riuscì molesta dall' altro , perchè alla Città rimase interdetto ogni dritto di avvalersi del suo peculio , meno che di dugento ducati , assegnati in fondo unico di tutte le spese ordinarie . Quindi restò ella inabilitata a riparare le pubbliche fabbriche , i ponti , le strade , non che a costruirne delle nuove . Tale stato di dipendenza e d' inceppamento , impropriamente chiamato deduzione in Camera del patrimonio di Teramo , è durato per tutto il secolo XVIII.
   In esecuzione di Regal dispaccio de' 16. Agosto 1738. il Preside Cava-sclice fece guarnire le costiere dai soldati del Battaglione , per sospetto di una flotta Turchcsca , veduta nelle acque . del capo Matapan e delle isole della Sapienza . Vi rimasero soli sette giorniavendo un secondo dispaccio de' 24. detto dichiarato essere il timore svanito . Nel Maggio 1739. incontrasi Preside il Marchese Matteo Angelo Raggi (V Aragona , parimente Salernitano . Non so se questi o il suo predecessore tentata avesse la soppressione della Regia Udienza di Teramo . Trovavano i Presidi più comoda la dimora di Chieti , e riusciva loro grave il doversi portare talvolta a prese-