Federico Adamoli
Felice Barnabei. Lettere a Giannina Milli (1862-1888)


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     Ho sentito che il Sig. Centofanti sia qui; cercherò di vederlo se sarà possibile e di sapere quel che mi debba fare. Non ho potuto fermarmi a Pisa perché dovevo essere subito qui ed appena che avrò accomodate certe cose verrò costì a passare qualche giorno tanto che le scuole qui son chiuse in occasione delle vacanze autunnali.
     Mi ossequi intanto la Sig.ra Mamma e mi ricordi alla Sig.ra Nencini ed alla Sig.ra Regina a cui mi presentò Antonio sorella della mia troppo gentile padrona di casa costì.
     Mi faccia avere le sue poesie ultime di Livorno le quali mi saranno carissime. Accolga tanti saluti dalla Signora [...].
     Cento e cento baci ad Antonio.
     Col desiderio di presto vederla mi creda

     P.S. La prego mi scriva subito che mi farà grandissimo piacere.

     d.mo servo
     Barnabei


     V

     Firenze 18 settembre 1862

     Pregiatissima Sig.ra Giannina

     Ricevei l'altro giorno la lettera della Sig.ra Regina alla quale non risposi subito perché speravo presto essere costà per rivederle; ma aspetto lettere importanti dagli Abruzzi che non ancora mi giungono onde non posso muovermi di qua. Mi spiacque immensamente che lei non si sentisse bene; già prima della lettera della Sig.ra madre me ne aveva parlato il profes. Pallengaro che tornava da Siena; voglio sperare nondimeno che adesso siasi ristabilita e se la godi tranquilla le pure anse di codesti poetici colli. Io qui sono pieno di melanconia... non ho trovato nessuno!
     Ho rivisto solo il sig. Frullani che la ossequia e dice non aver notizie di lei. Ho ricevuta dal Centofanti la partecipazione ufficiale dell'ammissione alla scuola della quale come ben saprà è stato nominato Direttore il Prof. Villari (50) che mi sprona a studiare e mi promette aiuti; ed io ringrazio il cielo che da questo lato le mie cose sembrano bene incominciate.

(50) Pasquale Villari (1826-1917) politico e storico di rilievo dai vasti interessi sociali e filosofici fu esule a Firenze dopo i moti del 1848. Fu docente di storia all'Università di Pisa dal 1859 poi direttore della Normale di Pisa dal 1862 quindi passò dal 1865 per lunghissimi anni all'Istituto di Studi Superiori di Firenze. Fu socio nazionale dei Lincei deputato e senatore del regno occupando la poltrona di ministro dell'istruzione nel governo Rudinì. Fu presidente dell'Accademia dei Lincei e della Dante Alighieri. Secondo Barnabei il Villari nei suoi confronti fu sempre animato da una “naturale avversione” che nel tempo crebbe per l'influsso negativo di alcune persone. Dopo i tempi di Pisa (Villari era direttore della Scuola Normale frequentata dal teramano) i due si ritrovarono molti anni dopo quando il Villari era diventato ministro dell'istruzione e Barnabei un alto funzionario dello stesso ministero. Barnabei puntualizzò nelle Memorie: “Diventai allora un vero bersaglio del Villari”.