[Elenco dei Nomi]

D'Alfonso Vincenzo
vescovo, Atri (5-1-1881).

Quindici giorni fa, moriva nell'episcopio di Atri, il vescovo di Penne e d'Atri, monsignor Vincenzo com. d'Alfonso. Moriva ottuagenario, accasciato dai mali, paralitico. Nato a Scapoli ai principii di questo secolo, da modesta famiglia, venne educato in quel vivaio di coltura antica ch'è Montecassino, e nel 1842 fu nominato vescovo. La parte che ebbe quest'uomo nella vita sociale di Penne e della Diocesi a lui commessa, non è stata piccola. Aveva moltissimi difetti, derivanti dalla sua natura impetuosa; irascibile, nervosa; onde più volte, specialmente quando il cielo era carico di elettricità, dava delle busse ai servi, ai chierici, a chiunque gli capitava tra le mani. Ma, come sono tutti gli uomini facili a scattare, aveva un gran cuore, un animo generosissimo che colmava la deficienza della sua coltura. Ed appunto queste sue qualità tra sé cozzantisi, produssero in Penne un gran bene ed un gran male. Gran male fu certamente aver fatto d'ogni erba un fascio, e popolata la Diocesi di preti ignoranti. Io credo che non vi sia clero più numeroso ma meno incolto della Diocesi di monsignor d'Alfonso. Fare il prete, significava liberarsi dalla leva, studiar poco, ed avere in mano un cespite di certo guadagno. Una preghiera, una lagrima sparsa ai piedi di monsignore bastava per arrivarci. Talvolta pagava lui la retta del seminario, e formava al povero chierico il patrimonio ecclesiastico. La dottrina era l'ultima qualità che richiedeva, ed ecco perché il capitolo della cattedrale che dovrebbe rappresentare il fior fiore della coltura ecclesiastica, finì ad essere sotto di lui, un'accolta di gente ignorante, meno il Tartagliozzi, il Dionisi, l'Angelini e qualche altro. Forse a questo abbassamento influì lo stesso Governo che mal vedeva

(segue...)