[Elenco dei Nomi]

Non c'è stato cittadino teramano che alla ferale notizia della morte di Serafino Palumbi non abbia esclamato: abbiamo perduto un brav'uomo, un galantuomo di tempra antica, un carattere adamantino. Il Palumbi non era di Teramo, era nato a Tossicia, nella patria di G.V. Pigliacelli, di cui, se non erriamo, era parente; ma a Teramo viveva da 40 anni, ed a Teramo aveva combattuto le lotte del Foro, della Politica, dell'amministrazione pubblica. La Curia teramana lo ebbe tra i più stimati, specialmente nel giure civile, non solo per sodezza di studi ma anche per quel decoro professionale che ora si va smarrendo di giorno in giorno. Nella politica fu liberale dal primo esordire della vita nazionale. La casa sua a Tossicia, fu preda dei briganti. Nel 1876 lo si vide tra i più ferventi nel movimento politico che portò la Sinistra al potere. Ma dove rifulsero le auree qualità di quest'uomo che non tentennò mai di fronte ad un grande interesse pubblico, fu l'amministrazione della provincia, di cui fece parte fino dalla costituzione del primo Consiglio provinciale. La sua Tossicia non poteva fare una scelta migliore, poiché presto vide l'illustre figlio suo chiamato alle cariche più alte della provincia. Il suo stato di servizio non può essere infatti più brillante. Consigliere provinciale sin dal 1860, epoca della installazione del Consiglio, fu nominato Deputato provinciale successivamente negli anni 1862, 64, 65 e 66. Nominato di nuovo nel 1869, si dimise nel 1870. Fu deputato supplente negli anni 1871 e 1872. Eletto nuovamente ordinario nel 1873, rimase in carica per tredici anni cioè sino al 1886. In seguito alla innovazione introdotta nel 1889 alla Legge com. e prov. fu pel primo eletto presidente della Deputazione provinciale nel quale ufficio venne confermato negli anni

(segue...)