[Elenco dei Nomi]

Cameli Oreste
commerciante, Teramo (8-6-1895).

Un'altra sventura, a cui ha partecipato largamente la nostra cittadinanza! Oreste Cameli, il bravo e buon Oreste, il più popolare dei giovani Cameli, ha dato fine ai suoi giorni, gittandosi martedì sera dal ponte Vena a corvo. E' questo il ponte più alto della provincia (43 m.), a 5 chilometri dalla città, sulla strada provinciale Teramo-Ascoli, costruito una ventina d'anni fa, su d'una roccia selvaggia, a' cui piedi scorre, tra i macigni, un piccolo torrente che in estate è quasi sempre asciutto. Là, in sulla sera di martedì, il povero Oreste si recò, solo, cogitabondo, dopo di avere consegnato alla mamma la chiave dello scrigno, dopo d'avere lungamente scritto nel suo negozio. Poco prima s'era imbattuto con l'avv. Moruzzi che tornando su d'un legno da Campli era stato da lui salutato. Verso le 8, fu visto da un contadino gittar sassolini dal ponte, con l'orologio in mano. Misurava il punto più alto? Certo è che nel mattino di mercoledì la ferale notizia ci piombò improvvisa e rattristò tutti perché grande era la simpatia che riscuoteva il povero giovine presso tutti i ceti sociali. Fatto segno ad immensa pietà, all'una del pomeriggio il cadavere fu trasportato per nulla deformato, in una delle sale del civico ospedale, a disposizione dell'autorità giudiziaria. - Povero giovine! La lettera che lasciò alla mamma sua, è piena di sentimento, di affetto filiale, e di saggi consigli ai suoi. In essa però diceva che da cinque anni era assorto nel pensiero del suicidio, ed aveva deciso di farla finita con un salto mortale. Quale fu la causa? Misteri del cuore umano! Non dissesti finanziari, non dissensi con la famiglia, non amori contrastati, nessuna cosa può dar ragione del passo disperato a cui quel giovine, a 26 anni, dedito

(segue...)