[Elenco dei Nomi]

Panocchia Pietro
sacerdote (16-2-1911)

Il buon Pietro Panocchia è morto! Ecco una notizia, che non avrei mai potuto prevedere e che mi stringe il cuore. Egli mi fu assai caro, come il più bravo ed affezionato dei miei compagni d'insegnamento nel Ginnasio Aprutino; mi fu carissimo poi, come collaboratore dell'Araldo Abruzzese, per cui scrisse, a mia esortazione, due elegie latine di bella forma, ma sopra tutto di vivo e mesto sentimento poetico. Era allora il tempo di una vita amara per lui; ed io ne soffrivo con lui, che avevo conosciuto sempre buono e vedevo colpito ingiustamente nel più profondo dell'animo dalle vaghe e perciò più crudeli offese di alcuno. Da quel tempo mi parve declinare la sua giovine vita: egli sentiva quasi il bisogno di allontanarsi dal mondo e di tutto così dimenticare: ma non poteva, perchè la coscienza e il dovere erano più forti. Quante energie erano in lui! Che genialità d'ingegno, che vivezza di fantasia e di coltura! E tutto periva così lentamente! E neppure gl'innumerevoli amici ed estimatori, che mai avevano dubitato della sua bontà, della dirittura del suo animo, riuscivano ad accrescerne la vigoria, a fargli sorridere tutta intorno la vita. Penso a lui con rimpianto fraterno; ma più, ai suoi genitori, alla sua mamma, che egli - unico superstite credo - aveva lasciati nel paesello di Roiano, sulla verde montagnola, battuta dal vento e accesa dal sole. Li aveva lasciati per un sogno spontaneo di bene, per il nostro arduo e dolce ministero di sacerdote, in cui fu così largo di sè, dei suoi scarsi risparmi, delle sue parole buone. Caro Tommaso, se li vedi quei cari vecchi, confortali tu per me: essi mi avranno dimenticato; essi forse non ricordano l'ospite di un giorno della lor bianca casetta generosa, che avrebbe dovuto accogliere nella

(segue...)