[Elenco dei Nomi]

(...segue) Casamarte Giovanni
podestà, Loreto Aprutino (23-1-1928)

[Inizio Voce]


inevitabili amarezze della vita pubblica, nella dolce serenità della pace domestica. La nostra mente si rifiuta a ricostruire la scena tremenda di quell'ora di schianto e di disperazione, ma il cuore sente il martirio della Compagna amorosa, elettissima gentildonna Donna Bice dei Conti Delfico, che nella sua giovinezza fu in Teramo il profumato fiore dell'avita sua Casa, il sorriso più fulgido della più eletta società Teramana, la fata benefica degli sventurati. E un brivido corre per le vene pensando quale schianto terribile dové soffrire l'animo sensibilissimo dell' adolescente Figliola alla constatazione dell'immane sventura. Maria Casamarte un solo amore aveva nella vita: i genitori, e col padre suo aveva affettuosa confidenza ed era felice quando gli stava da vicino. Ella sapeva che il babbo fortemente l'idolatrava e che tutti i sogni e le speranze di quel gran cuore, ora spento, erano per lei. Oh, la serenità della bella Famiglia, dileguatasi per dar luogo ad infinito ed inconsolabile pianto! Quali lodi diremo di Colui che ci onorò sempre della sua amicizia e che in tanti casi della vita, tristi o lieti, fu sempre da vicino con commosso cuore? Giovanni Casamarte aveva l'animo profondamente buono, talché se soffrì amarezze per altrui cattiveria, non desiderò mai male ad alcuno, tanto meno ne fece e se ne ricevette, da nobile discendente di un Casato di cui è gloria il senso di altruismo e di cristiano perdono non portò mai rancore ad alcuno e in molte occasioni fu il primo a stendere la mano a chi gli avesse recato dispiacere ed a confermargli i non mai mutati sentimenti di amicizia e benevolenza. Giovanni Casamarte era orgoglioso di poter continuare le tradizioni di famiglia in cui l'amore al proprio paese fu vivo e costante; amore alimentato da opere tangibili di

(segue...)