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      La stampa avea mostrato un'inaspettata potenza facendosi aggressiva e dissolvente sotto la bandiera della Riforma per iscassinare i poteri stabiliti, le sovranità riconosciute, e ridurre all'intelligenza comune, le objezioni accumulate da quindici secoli contro il cattolicismo; e mentre prima o morivano coll'uomo che aveale inventate, o restavano fra teologi ed eruditi, allora ottenne che la religione non fosse più sovrana dell'opinione, ma le contraddizioni e gli attacchi, giusti o ingiusti, venissero accreditati ed estesi. I Cattolici vollero da un lato porre un argine a' suoi eccessi, dall'altro adoprarla ad assodare e ricostruire; e stupendi scrittori comparvero anche nel campo nostro, non solo profondi di dottrina, ma anche abili a spiegarla e diffonderla, e nuovo grandioso campo s'aperse alla letteratura teologica e storica nel propugnare l'autorità e le ragioni di Roma. Ma poichè il protestantismo aveva implacabilmente osteggiato la santa sede, gli apologisti si volgevano di preferenza a difenderla. Melchior Cano che pel primo fece un trattato De' luoghi teologici, sostenendo i diritti del sopranaturale e della rivelazione, appoggia la fede sulle profezie e i miracoli: pure anche in esso e nei seguaci suoi trattasi della Chiesa e del papato, più che delle prove e de' caratteri della rivelazione.
      Le Decretali si diceano il codice della tirannia papale, a scapito dell'autorità dei vescovi 140. La severa critica dell'età nostra fe ragione delle tante baje spacciate in proposito delle false, riconoscendo che in fondo esse non istabilirono verun punto il quale già non fosse convenuto; e che dirigevansi a sostenere l'indipendenza de' vescovi, a fronte de' metropoliti; e ciò, non coll'inventare documenti, bensì col raccogliere brani di costituzioni, e di lettere, o regie, o pontificie, che già aveano vigore, e darvi forma di legge.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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