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      chi le cause o le persone ecclesiastiche trae al fôro secolare, e fa leggi contro la libertà ecclesiastica, o turba i vescovi nell'esercizio di loro giurisdizione, o mette la mano sopra le entrate della Chiesa e i benefizj, o impone tasse al clero;
      chi turba i pellegrini diretti a Roma, o che ivi dimorano o ne tornano;
      chi occupa o molesta il territorio della Chiesa, compresevi Sicilia, Corsica, Sardegna; e così le Marche, l'Umbria, il principato di Benevento, Avignone, il contado Venesino, e insomma quanto alla Chiesa spetta di fatto. Estendesi la scomunica ai vasi d'oro e d'argento, vesti, suppellettili, scritture, beni del palazzo apostolico; e non se ne darà l'assoluzione se prima non siasi desistito dal fatto, o cassati gli atti contrarj alla libertà ecclesiastica, distruggendoli dagli archivj e dai libri; nè qualsivoglia privilegio o grazia valga perchè possa uno venirne assolto che in articolo di morte, e anche allora deve dar garanzia di pentimento e soddisfazione. La condanna colpisce pure chi impedisse di pubblicare o attuare la bolla.
      Le riazioni trascendono sempre, e in guerra armata o inerme il miglior difendersi è l'attaccare. Se non che a condiscendere trovavansi poco disposti i principi, i quali reluttarono contro il sinodo tridentino, e accettandolo fecero riserva per le consuetudini e le leggi de' loro Stati; e il frangere le barriere, al potere assoluto opposte dall'immunità clericale, e cincischiare la giurisdizione ecclesiastica, divenne l'intento di ciascuno Stato, parendo ai re che, per trovarsi davvero indipendenti, non dovessero lasciar veruna ingerenza ad altri nel proprio paese, nè consentirvi autorità che non fosse accentrata nel Governo. Sino i più cattolici, impuntatisi in tali pretensioni, talvolta sbigottirono i papi col minacciare d'abbandonare la messa per la Cena e pel sermone; e con questi spauracchi li ridussero alla loro volontà. Altri, senza spingersi tanto oltre e rinnegando la logica, procuravano dipendere il meno possibile da Roma, solleticavano le ambizioni nazionali, e a titolo d'indipendenza tendevano ad isolare i sacerdoti dei loro Stati dagli altri, impedire le comunicazioni dirette col capo spirituale, formando speciali Chiese, necessariamente docili al potere locale per cui concessione esistevano, e che un moderno chiamò aborti del protestantismo141.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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