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      E morendo santamente, professava non solo tener tutta la fede cattolica, ma nel punto controverso della Grazia pensare come i Gesuiti157.
      Anche l'altro gesuita Santarelli insegnava poter il papa infliggere al re pene temporali, e per giuste cagioni sciogliere i sudditi dalla fedeltà. Invano i suoi confratelli ritirarono tosto quell'opera; il parlamento di Parigi e la Sorbona, cui era stata denunziata, la condannarono ed arsero, obbligando i Gesuiti a far adesione a tale condanna, e dichiarare l'indipendenza dei principi158.
      Per queste opinioni i Gesuiti furono dichiarati nemici ai re, apostoli della democrazia, predicatori del tirannicidio, insomma precursori dell'odierno liberalismo; il quale poi alla sua volta dovea sentenziarli dispotici, oppressori del pensiero, alleati de' tiranni; e allora e adesso senza esame o senza lealtà. Nè dobbiamo tacere come Clemente VIII, in un'istruzione sull'Indice, raccomanda «si abolisca ciò che, dietro alle sentenze, ai costumi, agli esempj gentileschi, favorisce la polizia tirannica, e ne induce una ragion di Stato avversa alla cristiana legge». Ecco da qual lato stesse il sentimento più umano.
      Eppure corre opinione che la Riforma partorisse la libertà, e che la Chiesa nostra la esecrasse. Il vero è che, divisa da quel punto l'Europa in cattolica e protestante, cessò la comune azione civilizzatrice, e bisognò congegnare un equilibrio, che d'allora divenne la legge politica. Ridotta impotente alle più elevate attribuzioni sociali, e ristretta ognor più alla vita individuale e al bisogno di conservarsi, la Chiesa alleossi coi re, declinando dalla propensione popolare che l'avea controdistinta nel medioevo; la tirannide uffiziale, che essa avea sempre riprovata, ma che allora veniva introdotta dai principi protestanti, si comunicò pure ai cattolici; e il clero, che non poteva impedirla, pensò tornasse opportuna a frenare i dissensi baldanzosi: mentre i principi, sentendosi minacciati dalla libertà del pensiero, fecero sinonimi eretico e ribelle, e insieme li perseguitarono.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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