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      Ben vi dicemo con l'istesso Consegio e zonta che quando si trattasse de qualche persona dalla quale vi paresse poter provenir qualche scandalo per alcuno rispetto, debbiate, avanti che si devenga a retenzione o sentenzia, dar avviso alli Capi di esso Consegio con dichiarir particolarmente la qualità della persona, li parenti ed aderenti, e facoltà soa, e ogni altra cosa e rispetto che ve paresse degno de considerazione, e il simile servarete avanti l'esecuzion delle sentenzie contra ogni altra persona quando abbia intervenir pena de vita o membro, overo di confiscazion di beni, perchè poi vi si darà commissione di quanto ne parerà convenirse.
      «Questo ordine nostro essendo importantissimo, volemo che teniate secretissimo apresso di voi soli, sì che nè alcun ministro vostro nè alcun altro, sia chi esser se vogli, lo possa saper, e consignarete le presenti alli vostri successori in propria mano con la istessa secretezza, i quali facino il medesimo a quelli che si succederanno di tempo in tempo».
      Lo stesso Consiglio dei Dieci colla sua Giunta, a' varj rettori delle provincie scriveva:
      «Averete veduto il modo col quale s'abbia proceder contro li eretici luterani, dell'esecuzion del quale credemo ve sarà cura diligente. Ben vi dicemo col detto Consegio e zonta, per conveniente rispetto, che quando ve paresse la cosa redutta in termine ch'el se dovesse venir a sentenzia contra alcuno de vita over de membro o de confiscazion de beni, vediate de intervenir, sì che abbia star suspeso il proceder più oltre, e debiate scriver alli Capi di esso Consiglio, mandando il processo formato sotto sigillo e espettando ordine nostro».
      Al 29 novembre 1548 il doge Francesco Donato scriveva al rettore di Bergamo:
      «Avemo inteso con grandissimo dispiacere nostro, che in questa città si ritrovano alcuni eretici, i quali non solo non vivono cattolicamente, ma pubblicano, disputano e cercano di persuadere agli altri le opinioni luterane, cosa che non volemo comportare per modo alcuno». Ed essendosi il papa doluto che il capitano e podestà di Vicenza lasciassero predicare liberamente l'errore, la Signoria, conforme ai detti ordini severi, cominciò supplizj.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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