«Bisogna che si mostrino più severi, e che facciano migliori rimedj che non han fatto finora. Lo Stato loro da più bande è vicino ad eretici; è necessario che facciano buona guardia che questa peste non vi entri, e che, quando alcuno vien scoperto d'eresia, lo puniscano acerbamente. Il che non hanno fatto fin adesso in quel modo facea bisogno, e noi sapemo che anco in Padova hanno tollerato delli scolari tedeschi apertamente eretici, li quali hanno infettato degli altri»179.
In conformità, il Consiglio dei Dieci emanò un'ordinanza, ove professava non potersi fare a Gesù Cristo e a tutti i fedeli cosa più grata, che il cercar tutti i mezzi d'allontanare que' mali uomini, i quali in materia di religione seguono opinioni particolari: pertanto ingiungevano ai rettori di sbandirli da tutte le terre della repubblica fra quindici giorni dalla pubblicazione del decreto, con minaccia che, se tornassero, verrebbero chiusi in prigione sicura, appartata da quella pe' delitti ordinarj, e sottoposti a grave multa.
Ciò non tolse che l'anno medesimo scrivessero a' Grigioni di venir pure a negoziare in Venezia senza paura dell'Inquisizione, sicuri sulle promesse già date anche per tutto lo Stato, purchè vivessero modesti e non recassero scandali.
Sollecitato da Pio V perchè la Signoria applicasse rigorosamente l'Inquisizione, l'ambasciatore veneto Paolo Tiepolo scrive avergli risposto si farebbe, ma guardando «troverebbe che in quel dominio si vive più religiosamente e cattolicamente che forse in qualsivoglia altra parte; e non sapeva dove più si frequentassero le chiese e i divini uffizj che in quella città. Di che rimase alquanto sopra di sè, forse per l'informazione avuta del contrario».
E altra volta: «Venne a trovarmi l'inquisitore di Brescia, e mi disse che il papa l'aveva lungamente esaminato sopra le cose di quella città, e che egli, che conosceva che con sua santità non era bisogno di sperone ma di freno, avea fatto ogni sorta di buon officio, scusando e raddolcendo quelle cose che erano venute alle orecchie della sua santità, affermando che da quei clarissimi rettori gli erano prontamente prestati tutti quegli ajuti e favori che sapea desiderare.
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