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      Nel 1603 il nunzio movea querela perchè l'ambasciadore d'Inghilterra facesse tener pubbliche prediche in sua casa: vero è ch'erano in inglese, ma potrebbe anche presto voler farle in italiano. La Signoria rispose che, trattandosi di re sì grande come l'inglese, e del quale è preziosa l'amicizia, non poteasi impedir al suo ministro d'esercitare il proprio culto; vorrebbero però pregarlo di non ammettere altra gente224.
      Un frate a Orzinovi pubblica un libello contro un magistrato veneto, e questo lo fa arrestare, togliendogli di mano il Santissimo, ch'egli avea preso per garantirsi. Condannato un prete marchigiano, la Signoria manda al patriarca che lo sconsacri; e poichè questi esitava, alcuni in Consiglio propongono di dargliene ordine preciso; altri soggiungono che con ciò s'impiglierebbe in futuro il corso della giustizia, e perciò si mandi al supplizio senza degradazione. Egualmente la Signoria fa carcerare Scipione Saraceno canonico di Vicenza e l'abate Brandolino di Narvesa nel Trevisano, imputati di nefandità, e rinnova l'antico decreto che gli ecclesiastici non possano acquistare beni stabili, e devano vendere quelli che ricevessero per testamento, nè si fondino nuove chiese senza beneplacito del senato.
      Se n'adontò Paolo V. Era egli stato Camillo Borghese, e salito papa senza brighe, si credette eletto dallo Spirito Santo per reprimere gli abusi che aveano abbassato la Santa Sede. Di rigorosa virtù, erogava dodicimila scudi l'anno in limosine e doti; censessantamila ne spese in erigere quel maestoso tempio ch'è Sant'Andrea della Valle, e moltissimi in doni a Loreto e ad altre chiese e santuarj. Degli affari decideva egli stesso, anzichè riferirne in concistoro; insistette perchè i vescovi risedessero; voleva istituir una congregazione per istudiare i mezzi di ampliare l'autorità ecclesiastica e mortificar la presunzione de' governi secolari, e ripeteva: «Non può darsi vera pietà senza intera sommessione alla podestà spirituale». Per questa lottò con Malta, con Savoja, col senato di Milano, coi governi di Lucca e Genova non solo, ma con Francia e Spagna, e sempre prosperamente.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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