Dove lo spirito pubblico era così identificato al cattolicismo, un Governo eminentemente conservatore potea mai pensare alla rivoluzione più radicale? Moltissimi atti noi scorremmo a proposito dell'interdetto, e in tutti gran franchezza e dispetto ci apparve, ma sommessione cristiana e desiderio di riconciliarsi.
Il Diodati stesso nel 1608 venuto a Venezia, trovò assai meno che non si fosse ripromesso; nè però deponeva le speranze: quei due frati adoprarsi a tutt'uomo, ma ancor troppo radicata esservi la riverenza pei monaci234. Soggiunge che frà Paolo non vuole svelarsi, allegando che così potrebbe meglio saper secrètement la doctrine et autorité papale, en quoi il a extrêmement profité: quanto a frà Micanzio, sans doute il aurait effectué quelque notable exploit, s'il n'était continuellement contrepesé par la lenteur du père Paul. E altrove confessa avere «a fondo scoperto il sentimento di frà Paolo, e ch'ei non crede sia necessaria una precisa professione, giacchè Dio vede il cuore e la buona inclinazione». Anche l'apostato De Dominis a Giacomo I d'Inghilterra scriveva che il Sarpi «non udiva volentieri le soverchie depressioni della Chiesa romana, sebbene aborriva quelli che gli abusi di essa come sante istituzioni difendessero».
Ma il Sarpi accettò la confessione protestante? Oltre la storia sua, azioni e lettere fanno della fede sua molto dubitare235. Avendo Nicola Vignerio stampato una dissertazione contro il Baronio, Filippo Canaye ambasciatore di Francia in Venezia e amico di frà Paolo scriveva al signore di Commartin, da quell'opera tenersi offesa la Signoria veneta, perchè vedeasi noverata fra quelli che si smembrarono dalla Chiesa. Eppure a quell'opera del Vignerio e all'esposizione sua dell'Apocalisse, ove riscontra l'anticristo nel papa, diede applausi e forse ajuti frà Paolo.
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