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      .. Vogliate credermi; una volta messa la guerra in Italia, vinca il pontefice o sia vinto, non importa, la cosa è spacciata»257. Ma da questi pensamenti corre ancora un gran tratto all'apostatare. La riforma ch'egli bramava consistea nella disciplina più che nei dogmi, intorno ai quali, è mai probabile si lusingasse di impegnare l'attenzione d'una Signoria tanto positiva, tanto nemica dei cambiamenti? Giurisprudente nel senso antico della parola, non paradossale come Calvino, non sottile come Soccino, eresiarca non poteva riuscire, giacchè considerava la religione come inviolabile nell'essenza, purchè non abbia parte alcuna nel poter dello Stato. Eccedono dunque e detrattori258 e panegiristi259, e degli uni e degli altri abbondò. Anzi che luterano o calvinista, potremmo qualificarlo razionalista, venerando, la propria ragione più di qualsiasi autorità, in traccia della verità, senza voler mai trovarla ove riposa. Ai carteggi suriferriti non si può scemar forza, se non imputandoli all'opportunità politica, e al voler carezzare le opinioni degli adulatori, come allorchè la Chiesa chiamava meretrix, bestia babylonica e simili titoli.
      Ben a questa recò un colpo micidiale colla Storia del Concilio di Trento. Da fanciullo dovette sentire, da chi vi prese parte, discorrere di quel fatto capitalissimo nella Chiesa; a Mantova usò famigliarmente con Camillo Olivo segretario al cardinale Gonzaga, uno de' presidi al sinodo; in Venezia con ambasciatori di principi: e parendogli che le storie già stampate, fin quella di Giovanni Sleidan che a tutte antepone, non dessero sufficientemente a conoscere l'Iliade del secol nostro, si propose di raccontare «le cause e i maneggi d'una convocazione ecclesiastica, nel corso di ventidue anni per diversi fini e con varj mezzi da chi procacciata o sollecitata, da chi impedita o differita, e per altri anni diciotto ora adunata, ora disciolta, sempre celebrata con varj fini, e che ha sortito forma e compimento tutto contrario al disegno di chi l'ha procurata e al timore di chi con ogni studio l'ha disturbata; chiaro documento di rassegnare li pensieri a Dio, e non fidarsi della prudenza umana.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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