Gli apostoli (a suo dire) furono eguali; nč Pietro era lor principe; ad essi non fu conferito altro che il primo ministero della fede cristiana onde propagare il Vangelo come ministri, non come potenti; finchč Cristo visse, non sussistette chiesa, nč a lui venne data l'amministrazione di essa, poichč era capo soltanto della Chiesa invisibile: negli apostoli non fu veruna podestą, ma solo il ministero: Pietro ricevette le chiavi, non proprio e formalmente ma parabolicamente, sicchč esso č figura della Chiesa: gli apostoli, sono pastori di Cristo, non agnello; e Pietro tolse a pascere solo le agnelle degli Israeliti: chiunque era fatto vescovo dagli apostoli, subito acquistava la stessa apostolica podestą universale nella Chiesa: non sono di diritto divino i metropoliti, i primati, i patriarchi, e la superioritą delle chiese d'Alessandria, d'Antiochia, di Roma deriva unicamente dall'eminenza d'esse cittą; la romana č capo sol di poche chiese, nč devesi appellare ad essa dalle altre: i cardinali non sono di prerogativa superiore agli altri; nč il papa č successore di Pietro. Dai vescovi ai preti corre differenza essenziale: ogni vescovo «č monarca nel suo distretto»; e la podestą sua, com'era quella degli apostoli, non dipende dal papa, anzi č eguale ad esso: possono andar a qualunque chiesa, nč per diritto divino sono legati a veruna; nč papa nč vescovi hanno lo spirito, cioč il potere esplicito, senza l'universalitą de' fedeli261. I popoli hanno intrinseco diritto nell'elezione de' vescovi: e questi il diritto d'eleggersi il successore. Dio non volle obbligar il suo concorso speciale a verun sacramento; vero sacramento non č l'Ordine, e la Chiesa non puņ annettervi voto di continenza. L'istituzione de' monaci non venne da alcun pubblico provvedimento, nč lo stato loro č distinto da quello de' laici.
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