Questi nomi, di cui molti abbiamo già incontrati nei discorsi precedenti, bastano a chiarire che principalmente a italiani è dovuto l'aver susseminato il mal seme nell'Engaddina e nella Pregalia: e più adopraronsi, ma con minore frutto nella Valtellina. Sgomentato dai pericoli di questa, già il vescovo di Como v'avea mandato inquisitore un tale Scrofeo; ma avviluppato negli affari politici di Francia, badò a questa, più che a salvar le credenze. A Chiavenna sopratutto le truppe grigioni, acquartierate durante la guerra mossa dal Medeghino castellano di Musso, diffondeano gli errori proprj o almeno il disprezzo delle cose sante, ed erano favoriti da Ercole Salis, colonnello elvetico, e da Paolo Pestalozza suo parente. Nè pochi aveva adescati la novità, fra cui Paolo Masseranzi, il capitano Malacrida e un Alfiere. Li contrariava il clero cattolico, e sovratutto Cesare de Berli parroco di Samòlaco, appoggiato anche dall'essersi sparso che la Madonna apparisse a una fanciulla, predicendole disastri per Chiavenna se non se ne estirpasse la zizania luterana. Proruppe allora lo sdegno contro gli eretici, si ordinarono digiuni e processioni, raddoppiaronsi i voti che quelli repudiavano: ma presto si scoperse l'apparizione essere impostura d'uno, che perciò fu decapitato ed arso nel 1531.
Se stiamo alle memorie d'acattolici, anche altri preti e frati vennero condannati per colpe sudicie; come a vicenda gli acattolici erano imputati d'incendj alle chiese e d'altre colpe. Non si costuma così da tutti i partiti e in tutti i tempi?
Chiavenna e tutta la Valtellina erano di comodissimo rifugio a quei che fuggivano d'Italia, sì per la vicinanza, sì perchè continuavano a godervi il clima e la lingua della patria, insieme colla libertà di culto. Camillo Renato siciliano, al novembre 1542 scriveva da Tirano al Bullinger ringraziandolo delle premure che si prendeva per quelli che fuoruscivano d'Italia; perseverasse, in modo che quanti di là migravano per amor del Vangelo scorgessero un porto sicuro fra gli Svizzeri e i Tedeschi: e interpone gli uffizj di Celio Curione, per riceverne lettere.
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