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      Evangelici come sono questi che si sfratano, mentre Cristo proclamò beati quei che si mutilano pel regno de' cieli, e Paolo preferisce il celibato alle nozze? Cristo e gli apostoli fecero miracoli, pei quali fu creduta la loro dottrina; i santi, i pontefici o per miracoli o per la pazienza de' mali si segnalarono; questi avveniticci non operano miracoli, fuggono l'austerità della vita; sicchè non meritano fede. È poi ingiusto ed illegale il rivolgere ad una religione ciò che era destinato ad una opposta; i suffragi pei defunti devonsi rispettare quanto le leggi e i testamenti; togliere ciò che altri possiede per giusto acquisto o per usucapione è iniquità. E conchiudeva si abrogassero quelle leggi, o almeno si sottoponessero al suffragio universale dei Valtellinesi.
      Gli fu dato ascolto come si suole dai prepotenti; e il decreto, benchè in Morbegno incontrasse qualche opposizione violenta, fu eseguito, e assunto l'inventario dei beni ecclesiastici in Valtellina.
      Il cavalier Quadrio, medico dell'imperatore Ferdinando, destinò la sua casa in Ponte per istabilirvi una scuola di Gesuiti: l'imperatore ne prese tale impegno, che nella dieta di Ratisbona del 1558 ne parlò amicalmente al borgomastro di Coira, e il Canisio provinciale dei Gesuiti mandò lo spagnuolo Bobadilla con dodici compagni ad aprirvi il collegio. Se ne sbigottirono i Riformati; Fabrizio vi si oppose di tutta forza, e ottenne una decisione della dieta del 1561 contro quella scuola.
      Agostino Mainardi moriva nel 1563 l'ultimo di luglio, e Ulisse Martinengo scriveva al Fabrizio: «La mattina, convocati i fratelli, tenne un discorso eccellente, la cui somma è che persistessimo in quella dottrina ch'egli per venti anni avea predicata; dottrina sicurissima e saluberrima, perchè appoggiata alla pura parola di Dio. Al domani lo portarono sulle proprie spalle gli anziani della chiesa con gran mestizia; perocchè talmente a tutti era caro, che neppur gli avversarj trovavano di che rimproverarlo».


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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