Simile beccheria e peggio a Bologna, dandosi egual morte, eguali catene, eguali torture a grandi e ad infimi. A Piuro capitò un frate, e fidato nella benevolenza degli abitanti papisti e nella liberalità del pontefice, scrisse lettere proditorie, per le quali, d'accordo coi migliori del luogo, avesse podestà d'incrudelire contro i predicanti e gli Evangelici. Volle recarle a Roma acciocchè il papa vedesse le facoltà attribuitegli, e profondesse denaro per corromper altri. Ma non volendo firmar la lettera i consoli del luogo, la cosa venne manifestata dal curato del paese, e il monaco incarcerato e punito di ducento coronati» (29 dicembre 1567).
E si credeva! Ma l'accusa era stata data; se i due spioni fuggirono n'avea colpa il pretore, vendereccio; su di essi accumulavansi tutte le infamie possibili; a forza di ripeterle faceansi indubitate, e si spediva al senato di Milano a portar lamenti e pretendere soddisfazione: ma questo e il governatore chiedevano le prove, o assicuravano esser affare dell'Inquisizione; sporgevansi querele alla dieta, e questa era compra dall'oro di Roma, dalle baje de' frati, dalle decorazioni cavalleresche. Non son gli argomenti che si ripetono anche adesso?
Non vogliam però dire che i Cattolici non s'adoprassero per salvar la Valtellina dall'eresia; e poichè, secondo il diritto comune d'allora, l'eretico era un nemico pubblico, si ricorreva a tutti gli spedienti che il diritto di guerra consente, fino a staggire le merci che capitassero in Lombardia appartenenti ad eretici, e coglier le loro persone qualora fosse possibile, e vietare severamente il darvi albergo285. Più si teneva occhio ai preti e frati apostati, procurando coglierli e consegnarli al Sant'Uffizio. Tra questi era Francesco Cellario, della Chiarella, figlio di Galeazzo, già minore osservante.
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