Pagina (282/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il popolo gli ascolta: Ercole Salis se ne fa capo: l'Engaddina e la Bregalia levansi in arme: i castelli dei Planta fautori degli Ispani son diroccati: uomini malfattori entrano a forza in Coira, e dispersi o carcerati come ribelli i preti e persone di gran bontà, conduconsi a Tusis, paese romancio a piè del fertile Heinzenberg fra il Reno posteriore e la formidabile Nolla: ed ivi stanziando le venticinque bandiere con un migliajo e mezzo di soldati, proclamano tredici capitoli per conservare la libertà, e piantano lo Straffgericht, aggiungendovi un consiglio di predicanti (1618).
      Accintisi a rintegrare la libertà politica col solito modo di togliere ogni libertà legale, una furia d'accusatori sbuca addosso a quanti erano sospetti. Le prime sette sentenze furono pubblicate da' giudici stessi con prefazione apologetica; e subito tradotte in italiano, francese, olandese, vennero dapertutto esecrate per atrocità. Giambattista Prevosti detto Zambra, di settantaquattro anni e podagroso, quasi avesse favorito l'erezione del forte di Fuentes fu decapitato: una taglia su Rodolfo e Pompeo Planta, Lucio da Monte, Giovanni Antonio Gioverio, il Castelberg abate di Dissentis, e se possano cogliersi vengano fatti in quarti: Daniele Planta, nipote dei predetti, Antonio Ruinello, Pietro Leone di Cernetz, Teodosio Prevosti della Bregalia, Giuseppe Stampa e suo figlio Antonio, Agostino Traversi e il padre Felice di Bivio, all'esiglio per tutta la vita; per quattro anni Andrea Jennio console di Coira, Antonio Molina e Gianpaolo interprete del re di Francia, Andrea Stoppani prete di Ardetz; tolti i beni e la mitra a Giovanni Flug vescovo di Coira, e ucciso se sia côlto: multata di ventimila fiorini la città di Coira, come ispanizzante; il pastore di essa Giorgio Salutz escluso dal sinodo; e tacendo varj multati, dannato a morte in contumacia il capitano Giovanni De' Giorgi; fra i Valtellinesi, Anton Maria e Giovanni Maria Parravicini e Giovanni Francesco Schenardi a morte; a quattro anni di esiglio Nicola Merlo di Sondrio e Giovanni Cilichino parroco di Lanzada, perchè avea sonato a martello quando fu arrestato il Rusca: al cavaliere Giacomo Robustello e ad Antonio Besta bando per un anno e mille zecchini: due anni e seimila zecchini a Francesco Venosta; minor pena a Giovanni Battista Schenardi e Francesco Paravicino d'Ardenno, che settagenario e infermiccio non potendo esser alzato sulla corda, ebbe serrati i pollici in un torchietto; ma stette saldo a negare.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Ercole Salis Engaddina Bregalia Planta Ispani Coira Tusis Heinzenberg Reno Nolla Straffgericht Prevosti Zambra Fuentes Rodolfo Pompeo Planta Lucio Monte Giovanni Antonio Gioverio Castelberg Dissentis Daniele Planta Antonio Ruinello Pietro Leone Cernetz Teodosio Prevosti Bregalia Giuseppe Stampa Antonio Agostino Traversi Felice Bivio Andrea Jennio Coira Antonio Molina Gianpaolo Francia Andrea Stoppani Ardetz Giovanni Flug Coira Coira Giorgio Salutz Giovanni De Giorgi Valtellinesi Anton Maria Giovanni Maria Parravicini Giovanni Francesco Schenardi Nicola Merlo Sondrio Giovanni Cilichino Lanzada Rusca Giacomo Robustello Antonio Besta Francesco Venosta Giovanni Battista Schenardi Francesco Paravicino Ardenno Giambattista