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      Quanto l'esempio ecciti la passione della guerra, delle stragi, delle rivolte non fa mestieri ch'io 'l dica; nè dovette essere allora inefficace sui Valtellinesi.
      Giacomo Robustelli di Grossotto, parente dei Planta perseguitati, perseguitato egli stesso, nobile, agiato, d'animo gagliardo, e di quell'ambizione che de' sagrifizj altrui sa fare vantaggio proprio, servendo nell'armi, era da Carlo Emanuele di Savoja stato fatto cavaliere dei santi Maurizio e Lazzaro e molt'aura si era acquistato tra' suoi coll'affabilità e la splendidezza, sicchè parve opportuno centro alle trame per liberare la patria.
      Accozzati nella propria casa a Grossotto alcuni Valtellinesi di maggior recapito e di spiriti più vivi, ai quali pareva lodevole il far libera la patria, o utile il comandarla, o santo il purgarla dalla eresia, esclamavano essersi sofferto abbastanza: dai padri nostri ne fu lasciata una patria da amare, un patrimonio da difendere, leggi da conservare. E la patria e i beni e le leggi e, che più monta, la fede, ci hanno codesti stranieri tolto o contaminato. Chetare le speranze in Dio è lodevole quando cresca stimolo alle forze, non quando sia pretesto a cessar dalle opere. Centomila cattolici, quanti ne abitano dalle fonti del Liro a quelle dell'Adda, elevano un voto solo; ducento milioni di cattolici in tutto il mondo aspettano da noi esempio, e ci preparano applausi e soccorsi. Noi dunque concorde volere; noi sdegno generoso; noi magnanime speranze: noi armi giuste perchè necessarie, formidabili perchè impugnate per la patria e per gli altari. Il papa ci benedice: Spagna ci appoggia: la discordia de' Grigioni ci favorisce. Se l'occasione fugga, chi più la raggiungerà? Torna meglio morire una volta, che tremar sempre la morte. Cadremo colle armi alla mano? il mondo ci compassionerà, ci ammirerà come martiri, come eroi.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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