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      Vincenzo di Bartolomeo Paravicini di Caspano fu ministro di quella chiesa, alla quale si aggregarono i profughi di Val di Monastero; approvata dal senato, ottenne d'adoprar la lingua italiana finchè al senato paresse: nelle sole domeniche tenessero prediche in italiano, e in ore diverse dalle tedesche; i sacramenti e la benedizione del matrimonio non si facessero che nelle ordinarie congregazioni tedesche; le preci si formassero e recitassero secondo il rito zuricano. Poi nel decembre 1621 ottennero di ricever la Cena da ministri esuli di Valtellina e Chiavenna; di tenere due sermoni la settimana, ma non, come domandavano, di elegger due anziani valtellinesi e due chiavennaschi per assister i poveri, nè d'avere un custode proprio della chiesa: raccomandavasi di acquistar l'uso del tedesco, come pare facessero, giacchè dopo tre anni la chiesa italiana vi cessò.
      Degli uccisi l'appunto non si può dire; essendo chi li scema e chi d'assai li cresce oltre i seicento: poche decine erano grigioni, gli altri indigeni o rifuggiti d'Italia, il che mostra come tanto meno fosse necessaria la strage. Ma di tempo in tempo gettasi tra' popoli un furore simile alle epidemie, durante il quale ogni riparo di ragione, ogni consiglio di prudenza esce indarno: quasi per una adamantina fatalità bisogna che si compia il reato, che si colmi la misura, che trovi chi l'ecciti prima, l'applauda poi, per lasciar in appresso il pentimento quando dalla colpa e dal delirio germogliano inevitabili la miseria, l'oppressione, il tristo disinganno e il tardivo pentire.
      Ma sulle prime non si ebbe che l'esultanza del trionfo e le congratulazioni di popoli e principi, come poi di storici310. I Valtellinesi, scancellate le impronte della retica dominazione, si diedero un governo provvisorio, e cominciarono a far decreti: pigliare al fisco i beni de' Grigioni, restituire la patria agli sbanditi, i possessi alle chiese, i conventi alle monache, chiamare il vescovo a far la visita, e frati a predicare e confessare: accettare il calendario gregoriano, la bolla in Cœna Domini, il concilio di Trento, l'Inquisizione contro gli eretici; levare il seminario acattolico e le ossa di eretici dai cimiteri; e prometteano soffrir tutto, anzichè tornare alla scossa dominazione.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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