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      E perchè corrispondiamo tutti dal canto nostro con soddisfare al debito, mi è parso scriver la presente alle signorie vostre, e di avvertirle di non permetter che entri più nel contado simil peste, opponendosi virilmente..... sicuri che, oltre l'assistenza che avremo da Dio benedetto, io dal canto mio non solo gli porgerò tutti gli ajuti immaginabili, anco col mandare quantità di gente ad opponersi insieme con loro alla resoluzione d'essi eretici, ma bisognando me ne verrò in persona, come prontamente farà anche il reverendo padre inquisitore con tutti li suoi familiari a prendere ed il ministro e li fautori e anche quelli che non avessero pienamente soddisfatto al debito loro in opponersi».
      Era scoppiata intanto la guerra pel possesso del Mantovano, disputato fra i duchi di Nevers, eredi dei Gonzaga, sostenuti da Francia; i duchi di Savoja, sempre attenti ad ampliarsi; e gli Austriaci, sempre vogliosi d'impedirlo. Il duca di Nevers, profittando della recente convenzione di Francia coi Grigioni, per la Valtellina passò coll'esercito sul Veneto, e andò a toglier possesso del ducato. Da altre intanto delle valli Alpine sbucavano soldati francesi, spagnuoli, savojardi a disputarsi il tristo onore di spogliare ed avvilire questa povera Italia, premio ognora della vittoria. L'imperatore Ferdinando, per fare smacco alla Francia e sostener, egli austriaco, le austriache ambizioni, mandò trentaseimila fanti e ottomila cavalli, guidati da Rambaldo Collalto; truppe terribili sempre, allora viepeggio pel timore della peste che serpeggiava. Il grosso di costoro per Lindau era venuto nel Chiavennasco onde calarsi sul Milanese: e spargendosi per la Valtellina, oltre i latronecci, vi diffusero la peste, flagello aggravato dai lunghi patimenti della guerra e dalla recente carestia. Per libri altrui e miei, divenuti popolari, sono conosciutissime quelle miserie, nelle quali da una parte crescevano i pii legati ed i voti; dall'altra, non che farsi migliori alla terribile voce del castigo divino, peggioravansi i portamenti degli uomini, che, insultando al Dio che flagellava, godeano della vita che fuggiva, del disordine che regnava, degli averi che nei superstiti si accumulavano.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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