Maggiormente ne scapitò l'Italia, che cessava d'esser la metropoli di tutto il mondo, nè più vi affluivano le ricchezze e i devoti dalle quattro plaghe: non più vi convenivano i prelati da ogni paese, nè in ogni paese andavano i nostri, acquistando e difondendo ricchezze e cognizioni, e trovando sfogo all'attività, stimolo agli ingegni colle speranze. La feconda divisione de' piccoli Stati soccombette alla prevalenza austro-spagnuola, ormai non più controbilanciata dalla Francia, e solo tenuta in qualche rispetto dalle repubbliche di Venezia e di Genova. Al nord-est un principe transalpino si dilatava a poco a poco, e militando ora per la Francia, ora per l'Austria, cresceva innanzi, sperando mangiar l'alta Italia foglia a foglia come il carcioffo. I papi, che sin allora avevano impedito che l'Italia cadesse sotto una sola dominazione, ormai non poteano che accarezzarne il padrone, e quest'alleanza del papato coll'impero consolidò la servitù dell'Italia. L'Italia, oltre gli eserciti che la straziavano anche quando ella avea cessato di esistere, simile a un cadavere denudato e violato, soffrì di squallide fami, di due terribili pesti nel 1576 e nel 1630, e di governi stranieri, che unica arte conosceano la fiscalità; onde potè giudicarsi perita la civiltà da chi non credesse fermamente che la Provvidenza per la via del male guida l'umanità a continuamente procedere verso idee più vere, costumi più umani, libertà meglio intesa. Aggiungiamo il piantarsi dei Turchi a' suoi confini. Gli Italiani aveano sempre avuto speciale cura a
La santa terra ove il supremo amoreLavò col proprio sangue il nostro errore323:
e incessantemente combatterono i Musulmani sotto le insegne di Venezia, di Genova, di Pisa, di Napoli, soprattutto di Roma. Or però, abbandonati da mezza la cristianità, dovettero vederli piantarsi fin in vista delle nostre coste.
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