Lutero, dopo bestemmiato la cattedra pontifizia, bestemmiò il libero arbitrio, bestemmiò la ragione, questa (a dir suo) fidanzata di Satana, questa prostituta, mostro abominevole, che bisogna calpestare, strangolare; essa è maledetta dalla rivelazione, e perciò ogni parte dell'ingegno umano è menzogna e tenebra; le Università, sono invenzioni diaboliche, deputate a convellere il cristianesimo.
Invece il Pallavicino, nell'Arte della perfezione cristiana, professava che «infine tutte le altre potenze dell'uomo s'inchinano all'intelletto; l'intelletto giudica di tutte le cose, l'intelletto governa il mondo».
I soliti uomini di pregiudizj diranno che la restaurazione d'allora fu un ritorno verso il medioevo329. Noi diremo che fu una fermata ne' grandi progressi di quello. Il sospetto fece reprimere la cultura anche qui dove avea preso tanto incremento; perocchè solito torto delle violenze rivoluzionarie è il disgustare chi di queste era volenteroso, e far che la società indietreggi davanti alle crisi dell'impazienza.
Colla storia alla mano potremmo sostenere che al cattolicismo è dovuto l'acquisto di tutte le libertà civili; le forme parlamentari, che oggi si considerano qual salvaguardia di queste, derivavano dalle abitudini della Chiesa, e noi le godevamo ben prima di Lutero, unitavi la libertà della discussione e della critica, che dappoi per paura e riazione, venne soffogata dalle armi principesche e dall'inquisizione ecclesiastica, la cui potenza noi desumiamo non tanto dai roghi, quanto dal disparire di quell'infinità di stampe che aveva accompagnato e favorito lo spandersi della Riforma.
La filosofia dovette arrestarsi ne' suoi ardimenti, eppure furono cattolici, come di fuori Cartesio e Bossuet, così tra noi Galileo, Campanella, frà Paolo.
Le riforme prescritte dal Concilio vennero dimenticandosi, nè si conciliarono Chiesa e Stato, nè si segnarono limiti morali e giuridici alla politica.
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