Pagina (317/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Chi non avrebbe detto che la barca di Pietro periva? Di poca fede! Eppure allora l'alto clero era corrotto, mentre ora unanime resiste al demonio che gli dice, «Se mi adori, tutto questo sarà tuo»; e fra i traviati non compajono se non le erbacce che il pontefice sarchia dal suo orto.
      Coraggio dunque; poichè Dio tira sovente la salute degli uomini dal fondo della loro perversità: e una voce santa ci ripete che «A riguardo de' giusti saranno abbreviati i giorni della prova».
     
     
     
      DISCORSO IL
     
      PAOLO V. URBANO VIII. IL TASSO. IL GALILEI. LO STENON.
      LA SCIENZA E LA FEDE.
     
      Qui associamo due nomi, che non vanno scompagnati nella storia letteraria, dove stanno registrate le critiche argutamente acerbe che Galileo Galilei fece a Torquato Tasso. Questo gentile poeta ci rappresenta la riazione cattolica nella poesia, perocchè, mentre i precedenti cantavano o prodezze di paladini, o amori e magie, o fole mitologiche, egli scelse a soggetto d'un poema il momento più epico della storia cristiana, quello dove tutta l'Europa si unì contro il popol misto d'Asia e di Libia per arrestare gli spaventosi progressi dell'islamismo. Il celebrare quel glorioso acquisto aveva anche un'opportunità, giacchè allora di nuovo il Turco minacciava l'Europa, e spiegando le sue bandiere sotto a Vienna e in faccia a Civitavecchia, metteva in forse se prevarrebbe la schiavitù musulmana o la cristiana libertà.
      Torquato non possedeva spiriti tanto elevati da secondar l'ispirazione cattolica, e trarne tutta la poesia, di cui sì copiosa messe offrivagli la terra piena dei canti de' profeti e delle prediche degli apostoli, segnata dalle orme de' patriarchi e di Cristo, teatro alle figure dell'antico e alle misteriose avventure del nuovo patto. Scarso di storia e di fantasia, egli arrestossi alla liturgia, poetizzò le processioni, la messa, i salmi, pur nella gemebonda armonia invocando non la Musa dei caduchi allori, ma quella che ha fra gli angeli la corona di stelle immortali.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Pietro Dio Galileo Galilei Torquato Tasso Europa Asia Libia Turco Europa Vienna Civitavecchia Cristo Musa