Pagina (321/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Chi facea questa proibizione non era dunque il Sant'Uffizio, che invece recò famosi disturbi ad un avversario del Tasso, Galileo Galilei.
      - Galileo, sommo astronomo, scoperse che la terra gira attorno al sole. Questa dottrina era contraria agli asserti della Chiesa, e perciò la Santa Inquisizione lo colse, lo incarcerò, lo mise alla tortura; nè sfuggì di peggio se non col ritrattarsi, e stando ginocchione in camicia avanti agli inquisitori dichiarare che la terra è ferma; ma nel pronunziarlo soggiunse «Eppur si muove»332. -
      Tale è il racconto leggendario, insegnato nelle scuole, declamato dai romanzieri e dai parlamentari, dipinto, litografato; sicchè viene tacciato di pregiudizj e d'ignoranza chi attentamente abbia studiato i fatti, e maturamente asserito che è lontanissimo dal vero.
      Già il moto riformatore delle scienze sperimentali era cominciato; l'Aldrovandi, il Cesalpino, il Mattioli aveano ristaurato la storia naturale: Aquapendente la chirurgia; Vanelmonzio la chimica; Sarpi e Porta l'ottica; Eustachio, Falloppio, Vesalio, Fracastoro l'anatomia; i Lincei, fondati nel 1603 da Federico Cesi, aguzzavano l'occhio sugli arcani della natura. Viveva allora Bacone, al quale il titolo di restauratore della scienza s'addice ben meno che a Galileo, chè, sebben questi nascesse tre anni dopo, e sopravvivessegli quindici anni, le sue scoperte fece avanti il 1620 in cui comparve l'Organon. Ma mentre Bacone pretendeva dare un organo, un metodo per fare invenzioni, e nulla inventò, Galileo che inventò tanto, credea derivassero da intuito, da ispirazione. «Una mattina, mentre ero alla messa (scrive a frà Fulgenzio Micanzio) mi cadde nella mente un pensiero, nel quale poi più profondamente internandomi, mi vi sono venuto confermando, e m'è parso più sempre ammirando come, per modo stupendo di operar della natura, si possa distrarre e rarefare una sostanza immensa, senza ammettere in essa veruno spazio vacuo». E a Marco Welser: «Da virtù superiore per rimoverci da ogni ambiguità vengono inspirati ad alcuno metodi necessarj, onde s'intenda la generazione delle comete essere nella regione celeste». E nei Dialoghi, parlando della scoperta del Gilberto sulle calamite: «Io sommamente laudo, ammiro e invidio gli autori per essergli caduto in mente concetto tanto stupendo circa a cosa maneggiata da infiniti ingegni sublimi, nè da alcuno avvertita.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





Sant'Uffizio Tasso Galileo Galilei Chiesa Santa Inquisizione Aldrovandi Cesalpino Mattioli Aquapendente Vanelmonzio Sarpi Porta Eustachio Falloppio Vesalio Fracastoro Lincei Federico Cesi Bacone Galileo Organon Bacone Galileo Fulgenzio Micanzio Marco Welser Dialoghi Gilberto