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      Newton, che stabilì la legge più universale, la gravitazione, non solo fu combattuto da Fontenelle, da Cassini, da Bernouilli, ma il gran Leibniz l'imputava di materialismo, e i principj neutoniani trovava funesti alla religione. Nel caso nostro, Roma seppe rispettare un grande, di cui credea dover disapprovare gl'insegnamenti; mentre l'età nostra offrì ben diversi esempj in casi dove la persecuzione non era tampoco giustificata da profonde convinzioni. Galileo fu condannato alla prigione «per quanto tempo piacesse»; ma Urbano papa gliela commutò subito in relegazione nel giardino de' Medici sul delizioso Pincio. Vi si aggiungeva l'obbligo di recitar una volta la settimana i salmi penitenziali; ma questo se lo assunse sua figlia suor Maria Celeste, le cui lettere, scrittegli dal convento di San Matteo in Arcetri, tutte d'affetto e di pietà, appajono come un soavissimo ruscello tra la motta di quel processo362. Presto egli fu trasferito a Siena nel palazzo dell'arcivescovo suo amicissimo; e appena a Firenze cessò la peste, fu reso alla sua villa d'Arcetri, ove proseguì i lavori fin quando perdette la vista. Quivi il Galilei usava frequente la compagnia di varj frati, con altri era in amicizia, e principalmente363 con frà Bonaventura Cavalieri364. Benedetto Castelli, ai 16 marzo del 1630 scrivevagli: «Il padre Campanella, parlando i giorni passati con nostro signore, gli ebbe a dire che aveva avuto certi gentiluomini tedeschi alle mani per convertirli alla fede cattolica, e che erano assai ben disposti, ma che avendo intesa la proibizione del Copernico, erano restati in modo scandolezzati, che non ne aveva potuto far altro; e nostro signore rispose le precise parole seguenti: Non fu mai nostra intenzione, e se fosse toccato a noi, non si sarebbe fatto quel decreto»365. Vuol dire che il papa era servo del regolamento, e rispettava l'indipendenza de' tribunali, come si usa in ogni ben costituito reggimento.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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