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      Del resto un giudizio erroneo di tribunal civile infirma forse la legge, o le istituzioni giuridiche? E appunto qui s'ingannò un tribunale ecclesiastico, non già il papa: foss'anche il papa, non pronunziava ex cathedra. Perocchè della Chiesa vanno distinti i pronunziati assoluti sulle verità di fede e morale, e quelli soltanto relativi ad esse o alla disciplina. Ai primi il fedele sottomette affatto la sua ragione; gli altri guarda con rispetto, senza però tenervisi obbligato di fede. In questa nostra mistura poi di male e di bene, di dottrine eterne e di opportune, c'è dei veri, pericolosi a un dato tempo, o che non voglionsi accettare alla cieca perchè ancora disputati: s'incolperebbe a buon dritto l'autorità tutrice che avvisa sopra di esse?
      E poichè in questo discorso ci occupammo assai d'uomini insigni, sia luogo a rammentare la conversione d'un illustre straniero. Nicolò Stenon di Copenaghen, lodato naturalista, visitò l'Italia e Roma, dove i discorsi di valenti persone lo fecero dubitare della religione protestante in cui era cresciuto. Venuto a Firenze il 1666, per istanza del Viviani fu dal granduca dato maestro al principe Ferdinando, «ordinandomi (così scrive lo Stenon medesimo) con questi precisi termini, che io gli insegnassi la filosofia cristiana; e venuto poi a dar principio all'esecuzione di questi suoi comandi, un'altra volta mi disse che io gli facessi ben capire, che v'era un altro principe superiore, alla cui autorità stanno sottoposti tutti i principi».
      Al convento d'Annalena tornò più volte per comprare manteche e simili cose, ove suor Maria Flavia del Nero368, udito ch'egli era eretico, gli disse non potrebbe salvarsi, ed entrò seco in ragionamento dell'anima: egli con essa recitava l'Ave Maria, ma solo la metà, non potendo credere all'intercessione della beata vergine e de' santi: pure s'asteneva dalle carni il venerdì e sabato, e visitava chiese, a consiglio della pia, che lo mise in corrispondenza con dotti padri.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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